
Un lungofiume più verde, sostenibile e a misura di cittadino. È la visione emersa dal concorso di idee condotto dagli studenti e dalle studentesse del Politecnico di Torino, che hanno ripensato il tratto di sponda sud della Dora Riparia compreso tra il ponte Carpanini e il ponte di via Bologna, proprio di fronte ai binari dismessi dell’ex stazione Torino-Ceres.
Francesco Tresso: «La Dora non è soltanto uno dei quattro fiumi che attraversa Torino, è uno spazio di vita e un pezzo della nostra storia. Forse è proprio da chi abita un luogo e lo guarda con occhi nuovi che si deve cominciare per immaginarne il futuro».
Il progetto vincitore: verde, mobilità dolci e sport
Ad aggiudicarsi il primo premio è stato Filippo Buri, 25 anni, studente della magistrale in Architettura del Paesaggio. La sua proposta punta a restituire la zona ai pedoni e alla socialità attraverso interventi concreti:
- Stop alle auto: Chiusura al traffico veicolare dei controviali di corso Giulio Cesare (tra piazza della Repubblica e Lungo Dora).
- Nuova mobilità: Realizzazione di nuove piste ciclabili.
- Aree verdi e aggregazione: Spazi di sosta lungo le sponde arricchiti da alberi e arbusti.
- Sport e outdoor: Creazione di un’area sportiva attrezzata per attrarre anche i runner in arrivo da Parco Dora.
Un laboratorio di rigenerazione urbana e partecipazione
Il concorso ha sfidato i partecipanti a unire visione strategica e reale fattibilità economica e istituzionale, proponendo soluzioni orientate all’inclusione sociale e alla sostenibilità a lungo termine.
L’iniziativa — che intende coinvolgere attivamente la cittadinanza — nasce dalla sinergia tra Politecnico di Torino (DIST), Città di Torino, Università degli Studi di Torino, Circoscrizione 7 e Fondazione di Comunità Porta Palazzo, con il supporto di un gruppo di residenti di Palazzo Ravera.
Come visitare la mostra
I progetti elaborati dagli studenti sono raccolti in un’esposizione aperta al pubblico a Palazzo Ravera. Appuntamento oggi: giovedì 1° ottobre alle 18:30, in occasione dell’aperitivo promosso in collaborazione con la Biennale della Prossimità.