
Lite tra gruppi degenera nella notte in corso Giulio Cesare: decisivo il riconoscimento tramite social
Una serata di tensione si è trasformata in violenza nella pizzeria kebab Istanbul Mimo di corso Giulio Cesare, a Torino, dove tre persone sono rimaste ferite e un giovane è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. L’episodio è avvenuto nella tarda serata di venerdì 3 aprile 2026 e ha coinvolto due gruppi di origine pakistana e tunisina, per ragioni ancora in fase di accertamento.
Secondo una prima ricostruzione, all’origine della lite ci sarebbe stato uno sguardo rivolto a una ragazza del gruppo dei tunisini, interpretato come provocazione. Il diverbio è rapidamente degenerato, anche perché qualcuno avrebbe spruzzato spray urticante all’interno del locale per creare confusione.
Nel corso della rissa, due uomini pakistani, di 29 e 39 anni, sono stati colpiti con un’arma da taglio, riportando ferite alla testa e a una gamba. Entrambi sono stati trasportati in ambulanza all’ospedale San Giovanni Bosco, ma le loro condizioni non sono gravi. Ferito anche il titolare del locale, medicato sul posto per una lesione alla mano.
Le indagini della polizia hanno portato all’individuazione di un tunisino di 21 anni, fermato il giorno successivo nei pressi del luogo dell’aggressione mentre si trovava su un monopattino elettrico insieme alla moglie. Durante il controllo, gli agenti hanno trovato in suo possesso una bomboletta di spray urticante. Gli inquirenti ritengono che sia uno degli autori materiali dell’accoltellamento.
Un secondo uomo, anch’egli tunisino e sospettato di aver partecipato alla rissa, risulta al momento irreperibile.
Determinante per le indagini è stata la collaborazione del titolare del locale, che ha fornito agli investigatori i profili social dei presunti aggressori. Grazie a queste informazioni, i testimoni hanno potuto riconoscerli attraverso le immagini, facilitando il lavoro delle forze dell’ordine.
L’episodio ha suscitato forte preoccupazione tra i residenti della zona, riportando l’attenzione sul rischio che anche futili motivi possano sfociare in episodi di grave violenza, soprattutto in contesti pubblici e affollati.