San Rocco, protettore di Torino e dei contagiati. Una mostra al Museo Diocesano


Una mostra per ripercorrere oltre quattro secoli di storia della confraternita nata per assistere le vittime della pestilenza.

Museo Diocesano di Torino, chiesa inferiore della Cattedrale Piazza San Giovanni 4.

Fino al 30 giugno 2021 negli orari di apertura del museo.

Nel 1598 veniva formata a Torino una nuova confraternita denominata di San Rocco Morte ed Orazione, su autorizzazione dell’allora arcivescovo Broglia, in risposta alle prime avvisaglie di una nuova epidemia di peste che si stava approssimando. La confraternita ottenne la facoltà di officiare presso la cappella della Madonna delle Grazie in San Gregorio, poi San Rocco, di via San Francesco d’Assisi 1 ed ebbe il mandato di dare sepoltura ai morti abbandonati nelle strade o depositati nel cortile del municipio.

Nel 1630 la “dama nera” causò la morte di quasi un terzo degli abitanti di Torino in poco più di un anno. I confratelli furono tra i pochi che provarono a combattere il contagio, s’immersero in quella sfida impari per cercare di alleviare la sofferenza dilagante, acquisendo prestigio e riconoscenza che portarono San Rocco a venire nominato copatrono della Città di Torino dal 1700 ai giorni nostri e la Confraternita ad essere presieduta da sindaci e prestigiose personalità pubbliche per molti anni.

Una storia che era andata perdendosi fino a quando, a partire dal 2010, l’ultimo Commissario e Rettore in carica della Confraternita, don Fredo Olivero, ha dato impulso all’avvio di un percorso di riordino e recupero dell’archivio storico per sottrarlo allo stato di degrado e abbandono in cui si trovava. La mostra “Uno sguardo fra le carte e l’arte della chiesa e confraternita di San Rocco di Torino”, in programma al Museo Diocesano di Torino, rappresenta il punto di arrivo di questa riscoperta. Per la prima volta documenti, pergamene, disegni del 1600, arredi e opere d’arte riemergono dall’oblio e possono svelare al pubblico la memoria di un sodalizio le cui vicende sono intrecciate indissolubilmente alla storia di Torino, in un legame tra spiritualità e solidarietà, tra assistenza e filantropia.

Le confraternite sono luoghi “carichi di storia”, il ricchissimo patrimonio documentario della confraternita di San Rocco è il presupposto per la ricostruzione della sua memoria e identità, ma costituisce anche una fonte importante per arricchire la storia sociale e artistica del territorio nel quale ha operato.

Nella mostra sono presenti alcune opere d’arte e significative testimonianze dell’archivio. Tra gli oggetti in esposizione il reliquiario, contenente l’urna del XVII sec. donata da Madama Reale Cristina di Borbone, con all’interno una reliquia (parte di femore) di san Rocco, esposto su un tavolo, unitamente alle pante regie preziosamente ricamate, con gli stemmi di Casa Savoia e della Città di Torino, come anticamente veniva mostrata durante la festa del Santo. Con la pergamena che testimonia la traslazione della reliquia, le regie patenti del 1638, e i privilegi, del 1640 concessi da Casa Savoia a favore della Confraternita, si può ammirare anche l’antichissima statua in pietra scolpita e dipinta della Madonna delle Grazie (rappresentata seduta mentre sorregge il Bambino, in piedi, sul ginocchio sinistro) risalente al XIV sec., oggetto di indagini diagnostiche e restauro. Inoltre, due grandi quadri di Pietro Alessandro Trono, tornati al loro splendore grazie al restauro: in uno viene raffigurato il Martirio di Santo Stefano e nell’altro è rappresentato Papa Gregorio Magno; poi il bellissimo dipinto di Vittorio Amedeo Rapous (Raposo) il Beato Amedeo. Lo splendido Reliquiario Croce, in rame sbalzato e cesellato, argentato e in parte dorato della prima metà del XVIII sec. e l’Ostensorio in argento sbalzato, cesellato e in parte dorato del 1819 e tipi, disegni, pergamene e un paramento di quattro metri in velluto di seta e frange in argento con San Rocco ricamato. A corredo degli oggetti in visione, le carte archivistiche.

La mostra, curata da Vanna Bruno, Emanuela Gambetta e Monica Regis, sotto l’egida di don Carlo Franco Direttore del Museo Diocesano e don Fredo Olivero, rettore della Confraternita prevede a corredo anche un progetto didattico. Se la normativa vigente lo consentirà, nel periodo di apertura si terranno nella sede del Museo Diocesano di Torino, quattro conferenze relative alla Confraternita, al culto di san Rocco, ai documenti d’archivio, al restauro e alla diagnostica delle opere restaurate. Gli appuntamenti saranno programmati il giovedì, dalle 17.30 alle 18.30.

Il progetto espositivo si inserisce nell’ambito del Bando Luoghi della Cultura 2019 della Fondazione Compagnia di San Paolo, che ne ha sostenuto la realizzazione allo scopo di accrescere la conoscenza, valorizzare e promuovere il patrimonio della confraternita e chiesa di San Rocco di Torino. Inoltre, il percorso di recupero e valorizzazione storico artistica è stato reso possibile dal contributo della Fondazione CRT, che ha finanziato indagini diagnostiche e ulteriori restauri.

Il catalogo della mostra e un volume sull’archivio della confraternita di San Rocco sono editi da SAGEP .

Orari attualmente in vigore: dal lunedì al venerdì, ore 14,00 – 18,00 (ultimo ingresso ore 17,15)
Ingresso museo e mostra 5.00€ (ridotto 3.50€)
Prenotazione gruppi obbligatoria: 327.3368422 (Sig.ra Jole Genisio).
Accesso dal Museo Diocesano o, se segnalato, dalla torre campanaria del Duomo dalla quale con percorso interno si raggiunge il sito della mostra.

Per informazioni:

Tel. 011.5787018 – Mail. Tiziana Seminara tizianaseminara23@gmail.com Web: www.museodiocesanotorino.it
Fb: @Museo.Diocesano.Torino e @campaniletorino
Ig: @museodiocesanotorino e @torre_campanaria_duomo_torino

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