Don Peyron : “L’intelligenza artificiale sempre più precisa e puntuale”


D: spesso si parla di intelligenza artificiale e tu te ne sei occupato parecchio in questi mesi, esattamente cos’è?

R: Non abbiamo una sola definizione di intelligenza artificiale ma diverse. Possiamo a grandi linee dire che esiste una definizione forte ed una debole.
L’Ai forte è una intelligenza che ricalca paro paro la nostra ed è una utopia, una chimera per ora.
L’ai debole invece è quella che oggi progettiamo ed usiamo cioè dei sistemi matematici numerici, degli algoritmi, che opportunamente nutriti di dati sono in grado di eseguire operazioni complesse, guidare alcuni processi, individuare delle costanti nella realtà ed in generale collaborare in diversi modi alle attività umane imparando a farlo in maniera sempre più precisa e puntuale.

D: Perché è un bene, se è un bene, che si studi e si creino questi sistemi?

R: Dal punto di vista pratico perché ci semplificano la vita in molti settori e modi, dal punto di vista più filosofico, se vogliamo, perché l’esistenza e lo sviluppo di questi sistemi ci aiutano a riflettere di più e meglio su che cosa intendiamo per intelligenza, su come usiamo la nostra intelligenza, su come applichiamo l’umano che siamo alla realtà mutevole che ci circonda. L’avventura dell’umano non è per nulla terminata, prima di pensare ad innesti artificiali al nostro cervello sarebbe molto più utile e produttivo comprendere meglio quanto la natura già ha già donato e l’iterazione con la macchina può essere un utile alleato per comprendere di più ed agire di più.

Buona parte della nostra intelligenza, delle nostre capacità intellettuali non le abbiamo mai classificate davvero come tali, lasciando che intelligenza fosse soltanto, di fatto, risolvere dei problemi o dimostrare dei teoremi. Ma l’essere umano è molto di più e nel momento in cui la macchina svolge alcune di queste funzioni allora le altre possono essere messe in evidenza, studiate, valorizzate, comprese. A beneficio del singolo e della collettività. Siamo molto più intelligenti di quello che pensiamo, semplicemente abbiamo bisogno di accorgercene. A presto, alla prossima settimana, ed in alto il cuore.

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