L’estate della grande siccità, allarme in tutto il Piemonte


Il Piemonte sta attraversando l’agosto più difficile per la sua agricoltura. I fiumi ed i torrenti hanno una portata ridotta tra il 35% ed il 65% rispetto alle medie storiche degli anni precedenti e negli ultimi giorni è calata di un ulteriore 20% per mancanza di piogge.

A soffrire di più è il Cuneese: chiuse le fontane, si usano le cisterne. Nella Granda non piove da due mesi e i sindaci firmano ordinanze anti-sprechi.  

L’agricoltura è in ginocchio. Campi senza possibilità di essere irrigati. La siccità di questa estate, complici le alte temperature che hanno reso il mese di luglio il quinto mese più piovoso degli ultimi 64 anni e il cambiamento climatico, mette in crisi il comparto agricolo. A patirne, soprattutto, il settore cerealicolo ed in futuro potrà esserci quello zootecnico, in difficoltà per mancanza di foraggi.

L’osservatorio idrogeografico del Po ha dichiarato il grado di criticità alta per fiumi e torrenti. Dall’altra l’Acda, l’Azienda cuneese dell’acqua, che opera in 108 comuni, ha fatto un richiamo «alla massima attenzione sulla necessità di non usare l’acqua potabile per usi diversi dal consumo umano, alimentare e per l’igiene personale».

In Piemonte la rete irrigua può contare su circa 10mila chilometri di canali di rete principale, ai quali si affiancano oltre 2mila chilometri di condotte per impianti destinati all’irrigazione con acqua in pressione. L’attività degli agricoltori è fondamentale per il corretto mantenimento dell’ambiente e del territorio ma cresce l’esigenza di costruire nuovi invasi, aumentando così la disponibilità di acqua a uso idropotabile.

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