
Una nuova Storia di Quartiere che questa settimana ci porta all’Orto Botanico di Torino e il suo nuovo corso di giardinaggio per ipovedenti.
Un corso per ipovedenti all’Orto Botanico di Torino
La natura è per tutti e tutti siamo per la natura. Quante volte abbiamo sentito queste frasi? L’Orto Botanico di Torino ha scelto di metterla in pratica: è nato il primo corso in Italia di giardinaggio sostenibile e sensoriale dedicato a persone ipovedenti e con disabilità visive, organizzato dall’Associazione Amici dell’Orto Botanico di Torino ETS in collaborazione con l’associazione Pro Retinopatici ed Ipovedenti ETS APS.
Questo corso permetterà alle persone ipovedenti di “vedere” i fiori: viverli nei loro petali, nei loro profumi e nelle loro essenze. Ma non solo, permetterà loro di acquisire delle pratiche fondamentali nella coltivazione e nel mantenimento di un giardino.
Secondo quanto raccontano i ragazzi dell’Orto Botanico, il corso è completamente gratuito e apre del porte del giardinaggio rendendo accessibili a tutti le pratiche di coltivazione e cura del verde, attraverso un approccio sensoriale che permette di riconoscere e coltivare le piante attraverso tatto, olfatto e gusto.

Un fiore per tutti
Un fiore è per tutti. No, non è uno slogan pubblicitario. Bensì il senso di questo corso di giardinaggio per ipovedenti. Un corso che, come abbiamo detto, cerca di rendere visibili i fiori e le piante anche per chi non può vederle attraverso gli altri sensi. Infatti durante il corso, si parlerà di materiali, terricci e vasi, di selezione delle specie ornamentali e da orto, di tecniche di coltivazione sostenibile – dall’orto senza scavo alla gestione dell’acqua – e di metodi empirici per valutare lo stato di salute delle piante.
La prima lezione è in programma sabato 11 aprile 2026, seguita da altri due incontri il 23 maggio e il 20 giugno. Il corso rientra nel progetto “Natura urbana: pratiche sostenibili per la biodiversità” sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Linee Guida per il sostegno a progetti territoriali di transizione ecologica” (Obiettivo Pianeta).