Strage del treno a Caluso: la Cassazione ribalta il processo. Annullate le condanne per la scorta tecnica


Uno dei capitoli più drammatici e complessi della cronaca ferroviaria piemontese recente si arricchisce di un clamoroso colpo di scena giudiziario. La Corte di Cassazione ha azzerato l’impianto accusatorio relativo all’incidente avvenuto la notte del 23 maggio 2018 al passaggio a livello di Arè di Caluso, quando il treno Regionale 10027 travolse un autoarticolato carico di un pesante macchinario industriale.

Il verdetto degli ermellini sposta l’asse delle responsabilità, scagionando il personale della scorta tecnica finora indicato come principale colpevole della tragedia.

Il verdetto della Suprema Corte: chi cancella la pena e chi va a nuovo processo

La Quarta Sezione Penale di Roma, accogliendo le richieste della Procura Generale e i ricorsi dei legali, ha stabilito l’annullamento senza rinvio della condanna nei confronti dell’operatore Gabriele Bottini. Per i giudici, il fatto non sussiste dal punto di vista operativo: un semplice addetto alla colonna di trasporto non aveva alcuna competenza formale o facoltà tecnica per verificare le autorizzazioni o intervenire sulla gestione del traffico stradale e su rotaia.

Diverso, ma parimenti decisivo, il giudizio su Zebedia Mosconi, capo scorta precedentemente condannato a 1 anno, 10 mesi e 20 giorni. In questo caso la Cassazione ha annullato la sentenza con rinvio: non si tratta di un’assoluzione automatica, ma la pena inflitta viene cancellata e il fascicolo torna a Torino. Spetterà a una nuova sezione della Corte d’Appello rideterminare da zero la posizione del caposcorta, attenendosi ai vincoli di diritto fissati da Roma.

La svolta giuridica: a chi spetta la sicurezza sui binari?

La pronuncia della Cassazione segna un punto di svolta fondamentale per la normativa sui trasporti eccezionali. Secondo i giudici di legittimità, le precedenti sentenze avevano erroneamente scaricato sui lavoratori “in strada” la gestione di un rischio enorme e strutturale come il transito dei TIR sui binari in presenza di sbarre automatiche.

Per la Corte, la pianificazione del pericolo spetta a monte agli enti gestori della rete stradale e ferroviaria – Anas e RFI – che devono coordinare orari, finestre d’interruzione dei treni e misure preventive. Essendo il convoglio eccezionale in transito nella fascia oraria prevista dalla concessione (tra le 23 e le 6), il caposcorta aveva il diritto di fare affidamento sul fatto che le verifiche sul traffico ferroviario fossero già state eseguite dagli organi competenti.

La dinamica di quella notte maledetta

  • L’ostacolo sui binari (ore 23:18): Un TIR della ditta lituana Uab Tlb, scortato dai mezzi della Convoy Teams Srl, affronta il passaggio a livello al km 12+413 della linea Torino-Aosta per trasportare un enorme mescolatore bituminoso. Durante la complessa manovra, scatta il sistema automatico: segnali acustici, luci rosse e l’abbassamento delle barriere che bloccano il mezzo sul binario.
  • Lo schianto a 85 km/h: Il treno Regionale diretto a Ivrea sopraggiunge a velocità di crociera. Impossibile per il macchinista arrestare in tempo la corsa: l’impatto contro il macchinario è devastante. La motrice deraglia e sei carrozze finiscono fuori sede, abbattendosi contro la ex casa cantoniera.
  • Il drammatico bilancio: Nello scontro perdono la vita Roberto Madau (61 anni, macchinista prossimo alla pensione) e Aurelian Stefan (64 anni, conducente di un furgone della scorta). Si conteranno anche 23 feriti, tra cui la capotreno, rimasta gravemente lesa.

Il labirinto dei processi: cosa succede ora

L’inchiesta avviata a suo tempo dalla Procura di Ivrea ha visto negli anni diversi stralci processuali:

  • Settembre 2023: Il GUP di Ivrea condanna in abbreviato la scorta tecnica e ratifica il patteggiamento a 3 anni per Dangis Dregva, legale rappresentante della ditta di trasporti lituana.
  • Aprile 2025: Il Tribunale di Ivrea chiude il dibattimento ordinario condannando a 2 anni (pena sospesa) l’autista del TIR Darius Zujius e assolvendo il responsabile logistico Wolfgang Oberhofer.
  • Oggi (2026): Il pronunciamento della Cassazione smantella le responsabilità attribuite al personale a terra della scorta.

A oltre otto anni da quella terribile notte, il percorso giudiziario deve in gran parte ripartire, lasciando ancora aperto il dolore dei familiari delle vittime in attesa di una verità definitiva e inoppugnabile.