
Inchiesta a Torino sul caporalato in tre autolavaggi cittadini: ai quattro indagati viene contestato lo sfruttamento dei dipendenti con “turni da 12 ore per 30 euro”.
Caporalato a Torino, quattro gli indagati
Una nuova storia di sfruttamento del lavoro a Torino. Ancora una volta, lavoro sottopagato, turni asfissianti, minacce e violenze. A essere messi sotto la lente di ingrandimento alcuni autolavaggi del capoluogo piemontese: “Lavoravo dalle 8 alle 19, spesso fino alle 20 o 21. Mi pagavano 30 euro al giorno, dopo qualche mese 35 e dovevamo spostare le auto e alcuni di noi non avevano neanche la patente, ma per i gestori non era importante. Chi danneggiava le vetture veniva punito”, questi sono i racconti ripresi da Ansa delle vittime.
Gli indagati di questa storia sono quattro: un donna di 63 anni, e i suoi figli di 39, 34 e 31 anni, tutti originari del Marocco, sono indagati dalla procura di Torino per intermediazione illecita e sfruttamento e per aver approfittato dello stato di bisogno dei dipendenti.

Come hanno raccontato i colleghi dell’Ansa, i quattro indagati oltre a maltrattare e ricattare i dipendenti, avevano anche altri lavoranti senza un contratto regolare, in nero che, a loro volta venivano ricattati se avessero denunciato quella condizione.