
Ancora un suicidio in carcere, questa volta in quello di Torino. A togliersi la vita è stato un uomo di 54 anni.
Un detenuto si suicida in carcere a Torino
Un detenuto italiano, classe 1972, si è tolto la vita nel carcere di Torino, presso il padiglione A. Secondo quanto riferito, non sono ancora note le ragioni dell’insano gesto. Nonostante il tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria, non è stato possibile evitare la tragedia.
Secondo il segretario del sindacato della penitenziaria Donato Capece: “Questo dramma riporta alla luce importanti interrogativi riguardo al sistema di assistenza psicologica e sanitaria negli istituti. La Polizia Penitenziaria si trova a lavorare in condizioni di emergenza seria, dove spesso le carceri sono utilizzate come ospedali psichiatrici improvvisati. In mancanza di personale esperto, molte problematiche individuali vengono sottovalutate e la gestione di tali situazioni ricade sulla Polizia Penitenziaria, che deve essere pronta a svolgere ruoli diversi”.

“Emergenza sanitaria”
Capece poi insiste sulla precarietà del corpo della penitenziaria: “Non è responsabilità del Corpo sopperire alle persistenti criticità della sanità penitenziaria, né si può pensare che i Baschi Azzurri compensino le lacune del sistema. È fondamentale attuare interventi rapidi e concreti per rafforzare il personale medico e psicologico specializzato e dotare gli istituti di strumenti adeguati alla prevenzione”.
Il segretario generale sottolinea inoltre l’impatto di eventi simili sull’intero contesto carcerario: “Il suicidio di un detenuto è fonte di forte stress sia per gli altri detenuti sia per il personale, che opera ogni giorno con professionalità e umanità in condizioni difficili. Occorre rafforzare i programmi di prevenzione e i servizi di intervento, a tutela di tutta la comunità penitenziaria”.