Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia


Amalia Cascina in Langa è una realtà vitivinicola che cresce anno dopo anno nel segno della qualità. Il racconto e la degustazione dei vini.

Un tempo era soltanto una cascina con bed and breakfast in località S. Anna, sulle colline di Monforte d’Alba.

Nel 2003 i genitori di Paolo Boffa la acquistano come casa di campagna dove passare i weekend.  

cascina4-1024x581 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

Come tante oggi in Piemonte la sua è una famiglia che unisce radici diverse.

I nonni di Paolo Boffa possedevano dei supermercati a Torino; il papà, Luigi Antonio, ligure, era nel campo delle costruzioni con un’impresa edile; la mamma, Maria Angela Brosio, ha origini torinesi.

gazebo-1024x864 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

LA STORIA DI AMALIA CASCINA IN LANGA

La mamma di Paolo andava in vacanza a Finale Ligure, ma i suoi avevano una cascina nell’astigiano e la campagna vitata le mancava.

vigne-amalia1-1024x749 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

Conosciuto e sposato Luigi, appena si materializzò l’occasione comprarono Cascina Amalia.

image Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

La primissima idea fu quella di chiudere il b&b, vendere i vigneti e tenersi la casa. Avevano vigne di barbera e dolcetto intorno alla cascina e i precedenti proprietari le portavano a vinificare da terzi.

uve-dolcetto2-1024x768 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

Capita, però, che impari a conoscere le persone, a stimarle, ad ascoltarle. Un uomo in particolare, Diego Conterno, che già si occupava della conduzione delle vigne.

La famiglia pensa che il vino possa essere una forma di investimento, così acquistano altri vigneti e decidono di costruire l’attuale bella cantina interrata. A seguire arriveranno il grande giardino dove oggi ombrelloni e sdraio fanno da protagonisti, a cornice della piccola ed accogliente piscina.

piscina-1024x733 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

Tuttora Maria Angela si occupa in prima persona, con qualche aiuto, di quel gioiellino di comfort che è il b&b Amalia Cascina in Langa. Segue le colazioni e l’accoglienza, oltre a supervisionare la parte di contabilità della cantina e dell’ufficio.

cascina3-1024x580 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

I Boffa sono finalesi e vogliono portare con sé qualcosa che li tenga legati alla loro terra. Recuperano sessanta piante di ulivo da Finale e li piantano sul lato destro del viale di accesso alla cascina, proprio dove si trovano ancora. Ci fanno un po’ di olio per consumo personale.

ulivi-amalia-1024x647 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

La produzione in proprio di vino è un passo obbligato quando la passione ti cattura.

Nel 2007 Paolo Boffa si trasferisce a Cascina Amalia ed entra a gestire il tutto.

boffa-paolo5-1024x579 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia
Paolo Boffa

Nel 2010 terminano i lavori della cantina.

Oggi la proprietà dispone di sette ettari di vigneto, tre dei quali in questa collina con dolcetto, barbera e parte del bianco.

vigna-dolcetto-1024x755 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

IL ROSSESE

La prima scommessa è sul Rossese bianco.

È un’uva dalle origini incerte. Potrebbero essere liguri, per questo motivo probabilmente Luigi le pianta. Anche in Liguria c’è il Rossese Bianco, che non ha nulla a che vedere con quello rosso di Dolceacqua.

Esistono due varietà di Rossese bianco, una a ponente e l’altra a levante, ma sono piante diverse da questa. Analizzato dall’ampelografa Anna Schneider il Rossese di Monforte d’Alba risulterebbe differente da quello ligure.

vigna-nuova-monforte-1024x768 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

«Per saperne di più sull’origine del Rossese bianco, così come su altri vitigni minori d’Italia, servono più fondi per la ricerca sul Dna». Sei anni fa così Vinotype riportava (QUI) la richiesta fatta da Anna Schneider durante un convegno organizzato da AIS Piemonte al Castello Cavour di Santena.

In attesa di certezze prendiamo atto di ciò che capita in Langa. I Boffa piantano quello che gli offre Giovanni Manzone, monfortino di Castelletto, che lo coltivava già negli anni ’60.

boffa-paolo6-1024x582 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

Era un vitigno praticamente abbandonato, perché non dava una produzione costante. Era vinificato principalmente dolce.

Giovanni Manzone lo salva dall’abbandono, evita che scompaia, lo vinifica fermo.

Boffa-Paolo3-1024x768 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

Oggi quel Rossese bianco si trova solo a Monforte, coccolato da cinque produttori. Una varietà unica di qua, della quale non si conoscono con precisione le modalità di arrivo, ma sul territorio da tanto tempo.

È in questa zona dal 1800, come testimoniato dall’ampelografo Giuseppe di Rovasenda, che lo cita nel suo Saggio di Ampelografia Universale datato 1877.

LA CANTINA

Una bella cantina interrata, sotto il grande giardino, con tanto spazio ed una sala degustazione che racchiude opere d’arte.

cantina-e-mostra-1024x704 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

D’altronde, con una zia scultrice, uno zio pittore e un papà collezionista d’arte Paolo Boffa non aveva che l’imbarazzo della scelta.

boffa-paolo1-1024x768 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

Una produzione di circa 40 mila bottiglie annue. Oltre al Rossese bianco ci sono i principali grandi classici di Langa: Dolcetto, Barbera, Nebbiolo e Barolo.

botte-grande1-1024x768 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

Il cosiddetto Barolo base esce in numero davvero limitato. Soltanto le poche uve di Bussia e delle Coste di Monforte che non entrano nei due cru vanno a comporlo.

botte-ovale1-1024x883 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

Prevalenza di utilizzo di botti grandi da 2,6 hl e di botti ovali da 3 mila litri. Poi tonneaux da 500 litri e qualche barrique.

LA DEGUSTAZIONE

batteria-degustazione-1024x768 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

Si è svolta in condizioni ideali di luce e di temperatura, sui bei tavoli all’aperto del giardino.

I punteggi assegnati, a puro titolo esemplificativo, vanno da 1 a 5, con 5 come valore più elevato.

Rossese 2021

rossese-1024x768 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

Sono solo 3 mila bottiglie. Il vino affina per il 50% in barrique, per il resto in acciaio sui lieviti.

Al mio esame presenta un bel giallo paglierino limpido. Entra rotondo e finisce con un’acidità sostenuta che il tempo saprà armonizzare.

Ha una potenzialità di invecchiamento intorno ai sette anni. Nonostante il parziale passaggio in legno è la freschezza a connotare il vino. Diventerà mineralità.

Da 1 a 5 per me oggi vale 3,5 con previsione di crescita almeno a 4.

Nebbiolo Langhe 2021

nebbiolo-langhe-1024x768 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

Proviene da una vigna a Montagliarotto, fuori dalla zona del Barolo.

Affina in botte ovale da 3 mila litri.

È floreale, asciutto, secco, lungo e fresco. Tannico il giusto.

Da 1 a 5 per me oggi vale 3,5/4.

Barolo Bussia 2019

barolo-bussia19-765x1024 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

Bussia è una mga di grandi dimensioni. Questo Barolo nasce nella vigna Fantini, situata nella parte alta di Bussia e indicata in etichetta per renderne riconoscibile la provenienza.

Geologicamente qui c’è presenza di arenarie di Diano.

È fruttato di prugna e speziato di tabacco. In bocca è rotondo, pieno, maturo il giusto. Tannico, pulito. Fresco, lungo. Bellissima la trama speziata su tannino vellutato.

Affina solo in botte grande.

Quest’anno ha meritato il faccino di Doctor Wine sulla Guida Essenziale ai Vini d’Italia, con 95 punti su 100.

Da 1 a 5 per me oggi vale 4/4,5

Barolo Le Coste di Monforte 2019

barolo-le-coste-765x1024 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

Il terreno è caratterizzato dalla presenza di marne di Sant’Agata.

Il vino ha colore più scuro, del resto la vigna è in zona più fresca.

È stato vendemmiato intorno alla metà di ottobre, quindi abbastanza tardi viste le tendenze degli ultimi anni.

Il naso è floreale, asciutto, connotato da liquerizia e altre spezie fini.

In bocca entra netto nel suo corredo speziato, poi si allarga.

È già in buon equilibrio, con tannini ben presenti. Un filo ruvido, ma non guasta.

Da 1 a 5 per me oggi vale 4,5.

Barolo Bussia 2016

barolo-bussia16-765x1024 Ulivi di Liguria, Rossese di Monforte d’Alba e quel Barolo che ti ammalia

Da un millesimo straordinario arriva un’interpretazione fantastica della Bussia.

Fruttato, entra morbido, rotondo, con una bella nota dolce.

Equilibrato, dalla bocca fantastica.

Affina un anno in barrique e due in botti grandi di rovere francese.

Un grande vino!

Da 1 a 5 per me oggi vale 5.

Fabrizio Bellone

Leave a Reply