Il gusto della storia: una mostra racconta la città attraverso il cibo


E’ aperta al pubblico presso l’Archivio Storico della Città di Torino, in via Barbaroux 32, la nuova esposizione intitolata “Il gusto della storia. Torino e il cibo nell’Archivio della Città”.

Il percorso espositivo offre una prospettiva inedita sull’evoluzione del capoluogo piemontese, esplorando il legame profondo tra l’alimentazione, il paesaggio urbano e il tessuto sociale attraverso un prezioso corpus di documenti, stampe, disegni, manifesti e fotografie.

La mostra, che resterà visitabile a ingresso libero fino al 31 dicembre 2026, osserva un orario dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16.30.

L’assessora alla Cultura, Rosanna Purchia, ha descritto l’iniziativa come un approfondimento di grande fascino che permette di scoprire le trasformazioni della città nei secoli, dai metodi di lavorazione dei prodotti agricoli fino agli sforzi delle amministrazioni comunali per garantire l’approvvigionamento alimentare nei momenti più critici della storia torinese. Cartografie e incisioni d’epoca introducono il visitatore in un paesaggio ormai scomparso, dove i campi coltivati lambivano il centro abitato e la collina era un mosaico di boschi e filari di vigneti. Tra i reperti di maggiore interesse spicca il progetto di fine Seicento del magazzino del grano vicino all’attuale piazza Vittorio, una sorta di forziere strategico che garantiva l’autonomia alimentare di Torino in caso di assedio.

L’esposizione documenta inoltre lo sviluppo del sistema di canali e mulini per la macinatura dei cereali e la storica vocazione vitivinicola del territorio, testimoniata dagli antichi verbali del Consiglio Comunale e da trattati rari come quelli di Giovanni Battista Croce. Un’ampia sezione è dedicata ai mercati, i luoghi fisici dove si incontravano domanda e offerta, raccontando lo spostamento delle bancarelle dalle piazze auliche verso il polo di Porta Palazzo a seguito delle norme igieniche del 1836, fino ad arrivare alla nascita del Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso negli anni Trenta. Progetti ottocenteschi di negozi, etichette storiche e manifesti pubblicitari completano il quadro di una Torino imprenditoriale legata all’enogastronomia.

Il racconto prosegue con l’affermazione della cucina piemontese tra Settecento e Ottocento e il fascino della ristorazione durante la Belle Époque, illustrata attraverso menù storici e immagini che celebrano la convivialità, come i picnic tradizionali sui prati di Superga negli anni Cinquanta. Arricchisce ulteriormente il percorso una sezione dedicata alla pomologia, dove le cromolitografie di Giuseppe Falchetti dialogano con le riproduzioni in cera di frutti realizzate da Francesco Garnier Valletti, provenienti dal Museo della Frutta. Questa collaborazione tra istituzioni cittadine non solo valorizza il patrimonio archivistico, ma restituisce alla comunità un ritratto vivido e dettagliato dell’identità torinese attraverso la sua cultura alimentare.