
Si è concluso lunedì 14 settembre la prima edizione di Risò – Festival Internazionale del Riso. Tra i numerosi eventi collaterale anche i viaggi a cura di Somewhere Tour Operator.
Ci sono luoghi che per alcuni significano tanto, per altri sono soltanto vuote distese di campagna. Ad attribuire il giusto significato ai posti quasi sempre contribuisce la memoria di chi li ha conosciuti, vissuti, amati.
Tra i siti del Piemonte che meritano di essere visitati e rivalutati anche in ottica turistica c’è sicuramente il Vercellese, con il suo patrimonio di cultura storica e contadina e le sue eccellenze agroalimentari.

È terra di salame sotto grasso e di risotti, su tutti quella panissa che al salume aggiunge i fagioli borlotti.

Si è appena concluso Risò – Festival Internazionale del Riso, che per tre giorni ha messo Vercelli e l’intera provincia al centro delle attenzioni di pubblico e stampa.

A fianco delle numerose iniziative di carattere culturale, promozionale e fieristico si è ritagliato uno spazio rilevante il Tour Operator Somewhere, che ha accompagnato tanti visitatori alla scoperta delle terre del riso.
Personalmente ho partecipato ad una escursione guidata tra le risaie e l’eredità millenaria delle Grange, dove natura, storia e tradizione si allacciano in un’atmosfera vera e coinvolgente.
La prima tappa mi ha portato a Fontanetto Po, dove l’antico Mulino della Riseria San Giovanni è oggi un ecomuseo delle Terre d’Acqua.

Si tratta dell’ultimo esempio funzionante di mulino ad acqua per la lavorazione del riso, tecnica ormai abbondantemente superata dagli odierni impianti industriali.
Le prime tracce dell’esistenza del mulino risalgono al 1465, poi ricostruito nel 1617 con il nome di mulino nuovo. Nel 1699 risulta accatastato come pista, segno che la forza idraulica della ruota a pale era impiegata nella lavorazione del riso.

Fino a metà del ‘900 di proprietà della famiglia Tournon, dal 1956 passa alla famiglia Gardano, che utilizza la sua turbina idraulica e il complesso sistema di cinghie e pulegge nella produzione risicola fino al 1992.
Dal 2004 è un ecomuseo visitabile su prenotazione per conoscere come si faceva il riso una volta. Vedere le macchine in funzione è uno spettacolo indimenticabile.
Alle porte di Trino si apre il Bosco delle Sorti della Partecipanza, ultimo tratto della foresta che ricopriva l’intera area della Bassa Vercellese.

Si è salvato grazie ad una pratica medievale di taglio e alla gestione collettiva dei residenti trinesi (i cosiddetti partecipanti), che lo ebbero in donazione nel 1275 dal Marchese del Monferrato.

Con i suoi 600 ettari è la più ampia area forestale della pianura padano-veneta, circondata dalle risaie, con una biodiversità di oltre 400 specie botaniche. Conta 800 soci, che partecipano ad un sorteggio per avere il privilegio di fare legna nel bosco.
Alla Grangia di Pobietto lavoravano e vivevano oltre duecento persone. Qui si sconfina nella provincia di Alessandria, sotto il comune di Morano Po.

È una delle tante cascine a corte chiusa realizzate dai monaci cistercensi per controllare e lavorare le terre d’acqua. Le grange erano granai, magazzini a meno di un giorno di cammino dall’abbazia madr, ad una distanza di una decina di chilometri una dall’altra. Ci sono ancora i luoghi di ricovero e ristoro e la cappella.
La Grangia di Pobietto risale al 1100 e fu edificata in posizione rialzata per renderla più sicura rispetto alle piene.

Di proprietà dell’ASL di Vercelli, dal 2012 una sua porzione è sede dell’Ente-Parco Aree Protette Po Piemontese.
L’antica stalla è diventata una sala conferenze, il porticato esterno consente lo svolgimento di attività didattiche all’aperto al riparo da pioggia e sole.Il suo Museo della Civiltà Risicola svela curiosità, aneddoti e saperi legati al mondo del riso.
La Tenuta Colombara è un luogo iconico della cultura risicola e della storia delle mondine. Nasce nel 1400 come ostello per viandanti e si sviluppa come borgo agricolo tra le risaie con osteria, botteghe e scuola.

Oggi ospita il Conservatorio della Risicoltura, con fedeli ricostruzioni degli ambienti antichi: una stalla lunga 120 metri, i dormitori delle mondine e dei salariati, i laboratori di un tempo.

Qui tutto è silenzio e memoria, con una cura dei particolari ammirevole.

Di proprietà della famiglia Rondolino dai primi del ‘900 è il luogo della produzione del riso Acquerello, invecchiato da uno a sette anni e lavorato dal 1884 con l’elica.

La particolarità unica dell’Acquerello è che Piero Rondolino è riuscito a realizzare un procedimento per salvare la gemma all’interno del riso, mantenendo nel chicco le sostanze nutrizionali più preziose. Il processo è protetto da un brevetto internazionale che rende unica la produzione della Tenuta.
A Lucedio si va per per salire sul Campanile della chiesa e godere del paesaggio delle risaie, modellate dal lavoro e dalla memoria contadina.

L’Abbazia di Santa Maria di Lucedio, oggi conosciuta come Principato, da potente centro religioso si è trasformata in azienda agricola.
Tra le strutture medievali si sono salvati il campanile, la sala capitolare, il chiostro e il refettorio dei conversi.
Oggi è di proprietà privata di 500 ettari con organizzazione di ricevimenti, eventi culturali e raduni di vario tipo.

DOVE
Somewhere Tour Operator
Via Santa Chiara 20 – Torino
tel. 0116680580
Antico Mulino – Riseria San Giovanni
Via Po 9 – Fontanetto Po (Vc)
tel. 0161840120
Bosco delle Sorti della Partecipanza
Via Vercelli 3 – Trino (Vc)
Tel. 0161828642
Grangia di Pobietto
Morano Po (Al)
Tel. 014285076
Tenuta Colombara
Livorno Ferraris (Vc)
tel. 0161477832
Principato di Lucedio
Frazione Lucedio 8 – Trino (VC)
tel. 016181519
Fabrizio Bellone