
L’11 luglio 1982, quarant’anni fa oggi, l’Italia si aggiudicava la Coppa del Mondo di Calcio battendo, la Mundial 82 in Spagna, la Germania per 3 a 1.
Erano gli Azzurri di Dino Zoff (capitano), Giuseppe Bergomi, Claudio Gentile, Gaetano Scirea, Fulvio Collovati, Antonio Cabrini, Bruno Conti, Marco Tardelli, Gabriele Oriali, Paolo Rossi, Francesco Graziani, Ivano Bordon, Giuseppe Dossena, Gianpiero Marini Franco Causio e Alessandro Altobelli. Allenatore Enzo Bearzot.
A ricordare quella giornata mitica del calcio italiano, questa sera alle 21, al Mausoleo della Bela Rosin, in strada Castello di Mirafiori,148/7, il giornalista Darwin Pastorin ricorda l’epopea dell’Italia campione del mondo attraverso le pagine del suo libro “Lettera a Bearzot. Il Vecio, Pablito, il Mundial ’82 e altri incantesimi” ed. Compagnia Editoriale Aliberti, 2022.
Quarant’anni dall’indimenticabile notte del Bernabeu. Una lettera “a cuore aperto” a Enzo Bearzot, il Vecio: l’artefice numero uno del trionfo mondiale del 1982. Un viaggio a ritroso nel tempo e nella nostalgia, dal Brasile a Torino, fino alla notte di Madrid. Il ritratto di un uomo sincero, dalla schiena dritta, un Don Chisciotte che non ha mai smesso di seguire i propri ideali ed essere fedele ai suoi valori. Un grande italiano di ieri, che avremmo tanto bisogno di avere ancora qui, oggi, in questo presente smarrito. (Compagnia Editoriale Aliberti).
Darwin Pastorin è nato a San Paolo del Brasile nel 1955. Figlio, nipote e pronipote di emigranti veneti. Giornalista. Narratore di storie calcistico-letterarie. Suo figlio si chiama Santiago per il pescatore de Il vecchio e il mare di Hemingway. Ha un blog su Huffington Post. È cittadino onorario di Nichelino (TO) e membro del Comitato Scientifico del Museo della Juventus (JMuseum). Da ragazzo giocava centravanti.
L’ingresso è gratuito.
La cronistoria del match dal racconto di Wikipedia: “L’11 luglio 1982, la partita si gioca allo stadio Santiago Bernabéu di Madrid, la finale sembra iniziare in modo altalenante per l’Italia, che al 7′ vede l’uscita forzata dal campo di Graziani per un infortunio alla spalla. Gli subentra Altobelli, che pochi minuti dopo tenta di servire in area Conti, il quale viene però atterrato da Briegel: l’arbitro, il brasiliano Arnaldo Coelho, assegna un calcio di rigore agli azzurri. Sul dischetto si presenta il difensore Cabrini, che fallisce la trasformazione calciando il pallone fuori, alla sinistra del portiere Schumacher.
Gli uomini di Bearzot non si perdono d’animo e nel secondo tempo trovano il gol del vantaggio con Paolo Rossi, su assist di Gentile, grazie a una punizione battuta a sorpresa a centrocampo. Dodici minuti dopo un contropiede di Scirea viene indirizzato in rete da Tardelli, il quale esulta dando vita a quello che verrà ricordato come l’urlo di Tardelli, correndo verso la metà campo, agitando i pugni contro il petto, piangendo di gioia e gridando a ripetizione “gol!”.
A pochi minuti dallo scadere Altobelli segna il terzo gol per gli Azzurri, a seguito di un contropiede orchestrato da Conti.
All’83’ la Germania Ovest riesce a segnare il gol della bandiera con Breitner, che fissa il punteggio sul 3-1, risultato che permette all’Italia di vincere il suo terzo titolo mondiale dopo quarantaquattro anni dal precedente.
Il capitano e portiere italiano Dino Zoff alza la coppa e diventa, a 40 anni e 133 giorni, il più anziano vincitore di un mondiale.
Sono rimaste celebri a posteriori anche le frasi finali del commento della partita a cura del cronista della Rai Nando Martellini: “Palla al centro per Müller, ferma Scirea, Bergomi, Gentile… è finito! Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!”
Celebre anche la foto del rientro in Italia, con la partita a carte sull’aereo tra il Presidente della Repubblica Pertini, il ct Bearzot, Causio e Zoff.
Nel pomeriggio di quell’11 luglio 1982, all’allora Stadio Comunale di Torino (oggi Olimpico) suonavano i Rolling Stones, con Mick Jagger con la bandiera tricolore a spalle di buon augurio per la finalissima Mondiale.