
Proseguono fino all’11 aprile le iniziative di CGIL CUNEO per celebrare i 120 anni di attività nel territorio cuneese. Gli appuntamenti si svolgeranno tra Alba, Bra, Cuneo, Fossano, Saluzzo. Il via con un appuntamento a Fossano al quale ha partecipato la prima segretaria generale Cgil, Susanna Camusso, ora responsabile delle Politiche di genere della CGIL nazionale. Tanti gli ospiti fra cui: Maurizio Landini, Ezio Mauro, Bandakadabra in concerto, Giovanni De Luna, Aldo Agosti, Angelo Mastrandrea, Marco Bobbio, Barbara Simonelli. A raccontarci le prossime iniziative Davide Masera, segretario provinciale Cgil Cuneo.
Quali sono i temi affrontati?
Ieri sera ha avuto luogo la proiezione di un corto sulla condizione dei rider e venerdì ci sarà un grande appuntamento con l’intervista di Maurizio Landini di Paolo Griseri. Successivamente ci saranno altri appuntamenti, questo per noi è un momento molto importante.
Ci regala una chicca sul programma?
Partiamo da ieri sera con Di Vittorio a Saluzzo, lui per noi è una figura importante in quanto è stato un importante bracciante agricolo ed è riuscito a fare un’operazione importante per il mondo del lavoro tramite CGL, ossia unificare il mondo dei braccianti del sud con quello degli operai del nord e la sua figura è ancora molto importante a Saluzzo perché proprio qui ci stiamo occupando della situazione dei braccianti che raccolgono la frutta e ci siamo accorti che bisognava tornare alle basi delle problematiche legate al mondo del lavoro e abbiamo cercato di dare delle risposte a dei bisogni che avevano queste persone quando arrivavano a lavorare. Abbiamo cercato di tornare all’antico in un certo senso e questa operazione ha avuto successo.
Nella situazione attuale cosa sta succedendo ai lavoratori delle aziende del territorio?
Il territorio cuneese è diverso dagli altri, poi crisi e pandemia hanno contribuito in quanto i giovani sono stati i primi a dover abbandonare il posto di lavoro perché hanno contratti precari, insieme alle donne che sono state le prime ad essere lasciate a casa, lavorando tendenzialmente di più in ambiti come il turismo e il commercio e hanno pagato di più la crisi o perché hanno contratti precari, part-time non voluti o perché è stata fatta la scelta di rimanere a casa portando ad una regressione dell’emancipazione femminile.
In 120 anni storia ci racconta una vittoria sindacale?
Una vittoria per la CGIL è il fatto che le persone anche oggi continuano ad avere risposte, proprio come nel 1902 e continuano a rivolgersi alla nostra organizzazione con un aumento di iscritti incredibile e già questa realtà ci dà una grande soddisfazione.