Negate cure con staminali a Erika Bonavita, sì al fratello

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staminali-300x235 Negate cure con staminali a Erika Bonavita, sì al fratello
Due fratelli con la stessa malattia neurodegenerativa, ma con diversa possibilità di cure. Una sentenza ha negato le cure compassionevoli con cellule staminali secondo il metodo del professor Vannoni ad una donna 35enne, Erika Bonavita, sorella di Salvatore, affetto dalla stessa malattia, il quale, però, grazie all’autorizzazione del tribunale del Lavoro, otterrà la somministrazione. Questo il commento del padre: “È assurdo, anche perché nel caso di Erika avevamo persino già il parere positivo del comitato etico dell’ospedale”.
Due volte la magistratura si è espressa in modo contrario alle richieste di terapia per Erika. Prima della corte presieduta da Marco Buzano, che ha sostenuto la legittimità dell’Aifa nel bloccare la terapia, si era già espressa in modo contrario in primo grado il giudice Patrizia Visaggi.
Diverso il percorso del fratello Salvatore, anch’egli affetto dal morbo di Newmann Pick, il quale ha ottenuto le cure grazie alla decisione del giudice Mauro Mollo, convintosi dopo aver visto un video di Salvatore, migliorato dopo un ciclo di infusioni nel 2008.