La Juventus, una macchina quasi perfetta

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IMG_7802-FILEminimizer-300x200 La Juventus, una macchina quasi perfettaNella partita di ieri sera contro il Bologna si è vista una Juve sempre più europea: compattezza, solidità, gioco veloce e sopratutto “teamwork”. È questo il termine che, spesso e volentieri, i giocatori bianconeri utilizzano sui social per definire il lavoro di gruppo.

Ebbene sì, perché la Juventus vista nelle ultime uscite sa anche più di squadra compatta rispetto a quella delle scorse stagioni: giropalla veloce, possesso prolungato e verticalizzazioni improvvise a scardinare la difesa avversaria. I dati parlano chiaro e la Juve contro il Bologna ha avuto il 75% di possesso palla effettuando ben 12 tiri verso lo specchio contro una sola occasione da goal creata dagli avversari. Anche il Bologna, come il Frosinone, ha cercato di creare un “fortino” davanti alla propria area di rigore, ma reggere 90′ di assedio contro la qualità offensiva della squadra di Allegri è veramente molto difficile, anche perché può segnare chiunque.

Otto sono infatti i giocatori già andati a segno nelle prime sei partite di campionato. Cristiano Ronaldo, sempre accerchiato da due o tre avversari, apre molti spazi per i compagni, com’è accaduto ieri sera soprattutto in occasione del secondo goal.

Oltre al lavoro di squadra i bianconeri vantano un altro immenso punto di forza: una rosa vastissima. Nonostante nella lista degli indisponibili figurino Khedira, Douglas Costa, Spinazzola e De Sciglio le tre sostituzioni effettuate ieri sera da Max Allegri sono state Emre Can, Bernardeschi ed Alex Sandro. Sostituti di livello, soprattutto se si ripensa alla rosa che ha vinto il primo scudetto dell’era Conte. Meriti quindi al tecnico Allegri, ma ovviamente anche a Beppe Marotta, che ha vinto il prestigioso premio agli WFS Industry Awards come miglior direttore sportivo d’Europa.

Ora la Juve è una macchina quasi perfetta con un solo e ormai noto obiettivo: la coppa dalle grandi orecchie.

Nel frattempo sabato c’è il primo vero test scudetto contro il Napoli allo Stadium che potrà dare qualche verdetto in più.

 

Davide Clivio