
Responsabilità: è questa la parola chiave individuata da Alberto Lazzaro, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Torino, come guida per le attività da sviluppare in un periodo delicato come quello che stiamo vivendo.
Alberto Lazzaro, ingegnere biomedico laureato al Politecnico di Torino, amministratore delegato della Wisildent, ne parla ai nostri microfoni cercando di cogliere dietro le insidie, con uno sguardo ampio, le opportunità per il tessuto imprenditoriale locale.
Qual è stato il supporto alle imprese torinesi da parte del Gruppo Giovani Imprenditori durante il lockdown?
Il Gruppo Giovani Imprenditori ha preso molto seriamente questo periodo storico. Abbiamo definito una parola che è servita da concetto base sul quale abbiamo sviluppato la nostra attività: responsabilità. Una responsabilità intesa sia in ottica sanitaria e quindi nella necessità delle imprese di chiudere i battenti in un momento di grave pericolo per il Paese ma anche responsabilità nel rimanere aperti e quindi continuare a sviluppare i prodotti nel bene del territorio e delle persone che ne avevano necessità.
Una reazione “positiva” quindi del gruppo nonostante il periodo molto difficile…
Il Gruppo Giovani Imprenditori ha sempre un approccio di opportunità e mai di problema. Per questo nel nostro gruppo è nata una nuova commissione dopo soli 5 giorni di lockdown che ha preso il nome di Commissione Ripresa: quando tutti parlavano di problema sanitario noi già mettevamo in campo azioni a favore delle imprese per il momento in cui se ne sarebbe potuto cogliere l’occasione, ovvero la riapertura.
Superato il lockdown, ora ci attendono mesi difficili. Qual è la sua visione da qui a fine anno?
Grandi sfide attendono tutti i territori. Sicuramente il nostro è stato tra i più colpiti anche per la tipologia di economia che contraddistingue questo territorio: stiamo subendo un periodo di transizione ormai da anni ma ancora in parte la nostra economia è incentrata sull’automotive. Questo settore ha subito un contraccolpo incredibile e necessita di essere sostenuto. Quindi ci sono grandi opportunità sia nell’ottica di poter lanciare nuove sfide nei settori già esistenti sia nel poter immaginare nuovi scenari, nuovi mercati da aggredire.
Che cosa chiedete alla politica?
È molto semplice: la politica deve fare la politica e lasciar fare alle imprese quello che sanno fare meglio: business. Quando si parla di politiche di rilancio bisogna dividere il concetto in due: politiche e rilancio. La politica deve fare la politica e il rilancio bisogna farlo fare a chi ha innato nel proprio Dna la volontà di rilanciare il Paese. Quindi sediamoci ad un tavolo e parliamo di politiche e rilancio, insieme, non più in maniera divisa.
Un tuo consiglio a chi cerca di fare impresa in questo difficile periodo?
Bisogna “buttarsi”: non vuol dire lanciarsi nel vuoto ma studiare, leggere tutti i giorni, informarsi, trovare quelle nicchie di mercato perché in ogni di difficoltà c’è qualcuno che ha un’esigenza e necessita di una risposta. Questo è il momento, come giovani o anche come persone giovani dentro, con un’idea giovane, di tirare su la mano e farsi sentire con una grande voglia di mordere il mercato e farlo proprio
Quanto sarà importante il digitale per affrontare il futuro?
Il digitale fino ad oggi è stato inteso come un qualcosa al servizio delle imprese. Il digitale è una filiera del nostro mercato. È una colonna portante. È ovvio che sia trasversale per tutti i mercati ma di per sé il digitale è una filiera di mercato. Torino in questo ha tanto da dire, ha tante imprese che operano nel digitale ed è importante che ci si occupi di farle nascere in primis ma soprattutto crescere, sviluppare e lanciare nel nostro mercato cittadino e nazionale.