Il Club Scherma Torino dovrà lasciare Villa Glicini, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune


Il Club Scherma Torino dovrà lasciare la sua storica sede: Villa Glicini. Il Consiglio di Stato, con la sentenza emessa a dicembre e pubblicata giovedì scorso, ha confermato la rideterminazione della scadenza della concessione della struttura alla storica società di scherma, con conseguente decadenza dell’attuale concessione.
È stata data dunque ragione al Tar, che si era già espresso in favore del Comune nella controversia con il Club.

All’origine di tutto la richiesta del Club Scherma Torino nel 2011 di posticipare di 6 anni la scadenza della concessione (dal 2015 al 2021) per effettuare i lavori di ristrutturazione dopo il crollo di alcuni alberi su Villa Glicini. Questa operazione era necessaria per ottenere dalla Regione un finanziamento di 37 mila euro. Il Club aveva portato un preventivo di mutuo da 120 mila euro per ottenere la proroga e il Comune aveva dato parere favorevole per avviare i lavori, che sono stati fatti.
La disputa è esplosa nel 2018, quando il Comune ha scoperto che il Club Scherma Torino aveva chiesto un mutuo di soltanto 50 mila euro, recuperando il resto grazie a fidi e donazioni. In questo modo la proroga della concessione era ritenuta non più valida: il Club doveva lasciare Villa Glicini.

Secondo il circolo della scherma però alla base di tutto ci sarebbe un tentativo di vendetta da parte del Comune, che aveva già perso una causa legale nel 2017, quando il tribunale aveva ordinato al Comune di versare 75 mila euro al Club e sempre per i danni causati dagli alberi caduti nel 2011.

Il Club Scherma Torino, che ha sede dal 1954 a Villa Glicini, dove sono nati tantissimi talenti della scherma italiana, è intenzionata ora a partecipare al prossimo bando per la riallocazione dell’impianto.

Fiato sospeso quindi per gli atleti e i loro maestri che stanno continuando l’attività in questo difficile momento interessato anche dalla pandemia in corso.