La Gran Madre di Dio di Torino: fede e leggende nel Pantheon piemontese


 La chiesa della Gran Madre di Dio, a Torino, è un luogo che non ha bisogno di presentazioni: incastonata come un diamante nella città è sia una meta turistica ma anche un luogo simbolo per i cittadini. Si tratta di un edificio non troppo antico, infatti vanta poco più di due secoli di storia ed è dotata di un’eccezionale vista panoramica.

Stando alle informazioni storiche, la chiesa sarebbe stata costruita per festeggiare il ritorno di Vittorio Emanuele I e la realizzazione del progetto fu curata da Ferdinando Monsignore, il quale voleva riprodurre un edificio architettonico che richiamasse il Pantheon di Roma.

Per sottolineare la dedica ai Savoia, inoltre, Bonsignore inserì un’incisione sulla facciata della Gran Madre che recita: “Orde Populusque Taurinus ob Adventum Regis”, cioè “la nobiltà e il popolo di Torino per la venuta del Re”. I bassorilievi, poi, oscillano tra personaggi politici e religiosi come a ricordare sia il legame con la casa regnante di Torino ma anche con i valori ecclesiastici: è impossibile, infatti, non notare il bassorilievo di Francesco Somaini che rappresenta una Madonna col bambino omaggiata dai cittadini.

Nonostante la ricchezza e la cura dei particolari, ciò che salta subito all’occhio è la forma della chiesa, che richiama quella del Pantheon di Roma ma con maggiori richiami neoclassici: a prima vista, spesso, la Gran Madre viene percepita come un antico tempio romano: nonostante ciò percorrendo l’imponente scalinata si notano necessariamente le due sculture che rappresentano la Fede e la Religione e che, nei secoli, hanno contribuito a creare il manto di mistero che circonda la chiesa della Gran Madre.

La statua della Religione ha le fattezze di una donna ed è vestita con un lungo abito mentre al suo fianco è posto un bambino che le porge delle Tavole di pietra, sulle quali la statua punta un dito, anche se non presentano alcuna iscrizione. Altra particolarità della Religione è l’incisione presente sulla fronte scoperta: si tratta di un triangolo con un occhio al centro, che secondo la simbologia cristiana rappresenta lo sguardo onnisciente di Dio che si dirama in ogni direzione.

Il secondo gruppo statuario che veglia sull’ingresso della Gran Madre a Torino rappresenta la Fede, rappresentata da una donna la cui mano destra regge un libro aperto, come a far intuire una verità rivelata. La sinistra invece tiene un calice che è stata oggetto di misteri poiché, secondo alcune interpretazioni rappresenterebbe il Graal. 

 Da un punto di vista architettonico l’imponente portale d’ingresso alla chiesa della Gran Madre ospita ai due lati delle nicchie che contengono le sculture di San Marco e San Carlo Borromeo. La base della cupola è decorata da bassorilievi che narrano episodi della vita di Maria, ma reinterpretati in stile neoclassico e alzando lo sguardo si possono notare altre nicchie laterali.

Al centro, sul pavimento, è presente un foro tramite cui è possibile osservare il sottostante Ossario dei Caduti della Prima Guerra Mondiale, mausoleo inaugurato in epoca fascista.

Infine, alzando lo sguardo ci si perde nel vero segreto che si cela all’interno della chiesa della Gran Madre, la cupola: sapientemente realizzata e con un ottimo bilanciamento di luci e ombre, quasi risucchia il visitatore poiché la calotta a cassettoni è una delle massime espressioni dell’architettura neoclassica piemontese.