Dal 15 febbraio su Netflix “La legge di Lidia Poët”. La serie è stata girata in Piemonte

costumi scena Lidia Poet

Da domani – mercoledì 15 febbraio – sarà disponibile sulla piattaforma Netflix  “La legge di Lidia Poët”. La serie in 6 episodi, prodotta da Matteo Rovere e realizzata interamente in Piemonte, racconta la vicenda della prima donna in Italia ad entrare nell’Ordine degli Avvocati.

Una vicenda che mescola il giallo, il noir, in una Torino di fine ‘800 meravigliosa e misteriosa. Nata a Perrero, di religione valdese, Lidia si scrisse alla facoltà di legge dell’Università di Torino nel 1878 e si laureò in Giurisprudenza il 17 giugno 1881 dopo aver discusso una tesi sulla condizione femminile nella società e sul diritto di voto per le donne. Superati gli esami per diventare procuratore legale il 9 agosto 1883 divenne la prima donna iscritta all’Ordine.

Nonostante esempi virtuosi provenienti dall’estero, il procuratore generale della Corte d’appello di Torino evidenziò il divieto per legge per le donne di entrare nell’ordine. L’11 novembre 1883 la Corte di Appello accolse la richiesta e a Lidia venne revocata l’iscrizione. Riuscirà a ottenerla solo nel 1920, a 65 anni, a seguito dell’approvazione in Parlamento della Legge Sacchi, che autorizzava ufficialmente le donne ad entrare a far parte degli uffici pubblici.

A interpretare Lidia Poët è Matilda De Angelis che, in conferenza stampa, ha detto: “È stato molto bello, è stato un enorme privilegio anche solo poter toccare da vicino la caratura di una donna che ha fatto la storia del femminismo e non solo. Sono molto contenta che venga portata alla luce la vita di questa donna che è ancora purtroppo troppo poco conosciuta”.

Le scene realizzate all’interno del tribunale del capoluogo piemontese sono state girate presso l’Ex Curia Maxima di via Corte d’Appello, location di norma inaccessibile e resa disponibile esclusivamente per le riprese. Per alcune aule del tribunale è stato inoltre utilizzato Palazzo Falletti Barolo, insieme al Palazzo dei Cavalieri, trasformato nella redazione della Gazzetta Piemontese.

Numerosi ciak hanno coinvolto anche il Museo del Carcere Le Nuove, oltre a varie piazze e strade del centro che durante le riprese hanno fatto da sfondo a carrozze, cavalli, costumi d’epoca: la centralissima e iconica Piazza Cavour, ad esempio, dove sono state girate le scene in esterna di Villa Barberis, casa di famiglia di Lidia Poet i cui interni sono invece stati ricostruiti per varie settimane di riprese a Racconigi, presso Villa San Lorenzo.

L’ex lanificio Bona, nel comune di Carignano, è stato trasformato in una fabbrica di cioccolato, mentre il Teatro Alfieri di Asti ha ospitato le riprese di varie scene trasformandosi, per esigenze narrative, nel Teatro Regio di Torino. Sono state inoltre coinvolti il Castello e la Certosa di Collegno, il Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano, la Basilica di Superga e diversi scorci di Borgo Cornalese a Villastellone.