
Con il documentario The Women of the Bauhaus inaugura oggi, giovedì 23 gennaio 2025, al Circolo del Design, “Her film“, un ciclo di tre proiezioni dedicate alle progettiste della storia del design, curato da Her Space: un viaggio tra le loro carriere e vite personali alla scoperta dell’impronta indelebile che hanno lasciato nel mondo del design.
Introduzione di Anty Pansera, critica e storica del design che parlerà del tema a partire dal suo libro Bauhaus al femminile. Il libro sarà in vendita la sera dell’evento grazie alla collaborazione della Libreria Oolp.
Proiezione di Bauhausfrauen – The Women of the Bauhaus (2018), Durata: 43 min, Regia: Susanne Radelhof, Koberstein Film.
La Bauhaus è stata una scuola di arte e design che operò in Germania dal 1919 al 1933 e ha rappresentato l’avanguardia e il pilastro dell’architettura moderna. Da sempre la sua narrazione è stata dominata da figure maschili. Oggi, quasi 100 anni dopo la fondazione, i nomi delle donne che contribuirono alla portata innovativa della scuola restano quasi sconosciuti, nonostante il loro ruolo fondamentale. Il documentario rende omaggio a queste figure dimenticate, dimostrando che l’eredità del Bauhaus è viva ed è anche femminile.
Il film sarà sottotitolato in italiano.
Anty Pansera
Storica e critica del design con una formazione umanistica, si muove da sempre con impegno militante nel campo delle arti decorative e del design industriale. Presidente dell’ISIA di Faenza (2010-2016), è co-fondatrice e presidente di DcomeDesign. Si dedica alle tematiche della progettualità femminile: ha pubblicato saggi come Bauhaus al femminile (2021) e Athena. Vincitrice del Compasso d’Oro alla Carriera (2020), è curatrice del MIDeC di Laveno dal 2023.
Her Space
Uno spazio dedicato alla storia delle donne nel Design e nell’Architettura. Il progetto, a cura di Mara Bragagnolo, mira a valorizzare e ricordare le numerose donne che hanno contribuito alla progettazione della nostra storia e società, ma che sono spesso state ingiustamente dimenticate. Questi tributi non solo celebrano il loro lavoro, ma cercano anche di investigare la metodologia femminile, proponendosi come una propria modalità di progettazione.