
Dal 22 al 25 maggio torna Spece Festival, la manifestazione divulgativa, giunta alla IV edizione e completamente gratuita, organizzata dalla Marco Berry Onlus per raccontare l’esplorazione spaziale e la ricerca astronomica al grande pubblico. Ne abbiamo parlato con l’ideatore Marco Berry.
Qual è la filosofia dello Space Festival?
L’idea dello Space Festival è di raccontare lo spazio alla famiglia e all’interno della famiglia devi pensare che ci sono un po’ tutte le anime, c’è la ragazzina che va all’elementare, c’è l’universitario, c’è la mamma imprenditrice, c’è il nonno ingegnere, il papà curioso, questo e l’idea è di incuriosire la famiglia, quindi se do degli ingredienti che possano incuriosire tutta la famiglia è interessante.
Tantissimo talk ed eventi in molti luoghi di Torino.
Si, passiamo dal cinema Lux, ovviamente con un evento sullo spazio spiegato da un giornalista al lancio di un pallone stratosferico domenica da Collegno che andrà a 40.000 metri e chi si collega online in streaming e vedrà la curvatura della terra. Poi abbiamo le conferenze di tre astronauti: partiamo col primo giorno del 22, Paolo Nespoli, il secondo giorno Luca Parmitano e il terzo giorno Maurizio Cheli.
Da qualche tempo si parla di Space Economy, ovvero le ricadute economiche delle aziende che lavorano per lo spazio. Cosa ne pensi?
Le ricadute sono già presenti perché noi in silenzio siamo città dello spazio, siamo punto di riferimento internazionale dello spazio, se pensi alle grandi due industrie che sono una è Thales Aerospace e l’altra è Altec. In Altec c’è la Control Room della Stazione Spaziale Internazionale, questo vuol dire che sulla Stazione Spaziale Internazionale gli astronauti presenti se hanno un problema non dicono: “Houston we have a problem”, ma dicono: “Altec, Corso Marche, Torino we have a problem” e questo la dice lunga. Sempre in Altec stanno preparando la Control Room sulla missione lunare e la Control Room sulla missione di Marte e tutti i macchinari, le case che ci ospiteranno in orbita intorno alla luna la stanno costruendo in Thales Alenia, quindi siamo dei punti di riferimento.

Una grande filiera.
Devi pensare che oggi il distretto aerospaziale conta circa 350 aziende che già lavorano nel mondo dello spazio e per lo spazio. La domanda è: quali sono i servizi di cui hanno bisogno? Questa risposta sono le aziende che portano il loro know-how all’interno di questo spazio, ogni azienda può portare può fare un pezzo del suo fatturato se si lascia incuriosire da che cosa ha bisogno lo spazio. Dunque, se io costruisco bulloni e sono il numero uno e noi in Piemonte siamo numero ì uno in tantissime cose, posso portare il mio know-how all’interno dello spazio, costruiscono ì bulloni? Sì, tantissimi e i miei sono migliori? Sì, e allora perché un pezzo del mio fatturato non posso farlo lì? C’è un lavoro di formazione, un lavoro di ricerca: bisogna lasciarsi incuriosire, ma noi a Torino siamo bravissimi a fare questo, siamo i numeri uno a lasciarci incuriosire, a fare la differenza sempre.
E’ vero che uno dei tuoi sogni era andare nello spazio?
Si, tra i miei sogni c’era anche quello di andare nello spazio. Qualche anno fa è stata una sorta di boutade che però mi ha visto lavorarci con attenzione ai dettagli. Non ci sono arrivato ma lo sapevo già che era difficilissimo, però il percorso mi ha insegnato tantissime cose perché è stato un continuo studiare, un continuo prepararmi, un continuo mettermi in condizioni di essere pronto avessi avuto l’occasione. Purtroppo non è arrivata l’occasione ma mi è rimasta tutta la preparazione che ha continuato ad incuriosirmi e a meravigliarmi perché lo spazio è veramente meraviglia.
Perchè inviti il pubblico allo Space Festival?
Venite dal 22 al 25 maggio e lasciati veramente appassionare dal programma: ci sono più di 60 ospiti per più di 120 eventi. Ogni persona che viene a raccontare un pezzo della sua storia e ci restituisce un qualcosa che ha ricevuto nella vita e quindi ci sono delle cose veramente appassionanti. Inoltre, sono più di dieci anni che studio, che lavoro, che mi lascio meravigliare dal racconto dello spazio e ogni volta che incontro qualcuno che ovviamente ne sa molto più di me mi regala qualcosa, mi arricchisce.
