Solness al Teatro Carignano, una storia di ambizione e senso di colpa

Solness

Fino all’8 giugno al Teatro Carignano di Torino sarà in scena Solness. Un testo scritto da Henrik Ibsen e adattato Ármin Szabó-Székely: una storia sul successo e sullo scontro generazionale, magistralmente interpretato da Valerio Binasco, Laura Curino Alice Fazzi, Mariangela Granelli
Lisa Lendaro, Simone Luglio e Marcello Spinetta.

Solness, il costruttore di Ibsen

1892. Questo è l’anno di pubblicazione de Il costruttore Solness (Byggmester Solness). Un dramma su un uomo di grande successo, un architetto che ha ottenuto grande fama e riconoscenza nella vita senza mai raggiungere la felicità. Ad un tratto la sua vita cambia quando irrompe nella sua esistenza una giovane fanciulla Hilde Wangel, che aveva già conosciuto in precedenza ma che aveva dimenticato. L’entrata nella sua esistenza di Hilde, gli farà scoprire emozioni ormai perdute.

Stiamo parlando di un testo molto potente e drammatico che, nonostante sia stato scritto oltre 130 anni fa, mantiene la sua contemporaneità presentando tematiche odierne: il maschilismo, lo scontro tra generazioni, la nostalgia per il passato, e anche il desiderio di essere perennemente giovani. Questa nuova versione è stata adattata da Ármin Szabó-Székely e diretta da Kriszta Székely.

Ibsen e l’attualità

Come vi abbiamo raccontato, questo spettacolo presenta molti spunti di riflessione e per questo ne abbiamo parlato con Alice Fazzi, co-protagonista di questo dramma a cui è stato affidato il ruolo di Hilde: “Ibsen mette in scena molti temi tra cui lo scorrere degli anni e anche in qualche modo lo scontro generazionale. Sono temi che tornano, soprattutto lo scontro generazionale, anche con i suoi lati positivi ovviamente, vedendolo in tutte le sue sfaccettature”.

Il personaggio di Hilde è centrale in questo dramma, un personaggio complesso e variegato, come ci ha descritto la sua interprete: “Già da quando lessi il riadattamento, ma anche il testo originale, mi ricordo che le prime volte ho detto eh, come si fa? Perché era un personaggio che non riesci mai a cogliere veramente, per questo secondo molte interpretazioni Hilde viene vista anche come una proiezione di Solness, come se non fosse neanche probabilmente una persona vera in un certo senso. E’ un testo che si muove su due piani, un piano di realtà che è una trama normale, quindi è una trama di un architetto che dopo dieci anni vede una ragazzina che lui ha baciato quando lei ne aveva dodici, lei torna e quindi questa è la trama normale. Poi c’è tutta una parte di occultismo e misticismo che sposta lo spettacolo su un’altra dimensione anche meno terrena. E Hilde è questo mistero che si porta dentro, è molto inafferrabile come personaggio”.

Una prima nazionale

Solness ha debuttato al Teatro Carignano qualche giorno fa, il 20 di maggio come prima nazionale, e rimarrà in scena fino all’8 giugno. Una lunga permanenza per un testo che, si spera, nella prossima stagione sia protagonista di molti teatri italiani ed europei.

Un’emozione per il pubblico ma anche per gli attori che sono in scena, come ci ha spiegato Alice Fazzi: “È una gioia immensa, poi questo in particolare è il mio primo spettacolo dopo la produzione di Diploma con i miei compagni; è il primo grande lavoro che io faccio qua al Teatro Stabile di Torino e al Teatro Carignano in particolare. E’ un’emozione molto grande e in generale con la compagnia stiamo vivendo delle belle emozioni perché è stato tutto molto veloce e allo stesso tempo abbiamo creato un rapporto molto bello con tutto il cast e anche con i vari tecnici, la regista, il drammaturgo, la traduttrice, la costumista, quindi si è creata una sensazione molto bella in generale e quindi viverci queste prime repliche è molto emozionante, è molto bello regalare Solness al pubblico”.

Già tante persone sono andate a vedere lo spettacolo in questi giorni e molte di queste, secondo il racconto degli attori, hanno avuto bisogno di una ventina di minuti per riprendersi dall’immersione senza respiro di questo spettacolo: perché è molto intenso e come ci ha detto Alice Fazzi: “Ogni personaggio ha una qualità, ogni personaggio porta in scena  qualcosa di molto specifico e che è estremamente vero, pieno di verità. Diamo al pubblico qualcosa per farli vivere con noi e vivere insieme emozioni. Quindi credo che questo spettacolo non le risparmia, non risparmia niente di tutto questo”.