“Il concetto del blocco delle auto è superato”: intervista all’assessore Matteo Marnati

matteo marnati

Matteo Marnati è l’assessore di Regione Piemonte con delega all’ambiente, innovazione e all’intelligenza artificiale: l’abbiamo intervistato per conoscere i progetti futuri della nostra regione. Questa la prima parte dell’intervista a Matteo Marnati.

Assessore Marnati, una delle sue deleghe è l’ambiente e tra i progetti più interessanti troviamo l’Hydrogen Valley: a che punto siamo con questo progetto?

Innanzitutto faccio subito una premessa, Regione Piemonte ha cercato di investire sul tema dell’idrogeno da tanti anni ed è stata la prima regione italiana ad aver avviato la strategia sull’idrogeno perché crediamo molto nella neutralità tecnologica, quindi investire non solo sull’elettrico ma andare a vedere tutte le fonti energetiche che ci sono a disposizione nel mercato.

E ci sono stati degli investimenti?

Siamo riusciti ad intercettare parecchi milioni di euro dallo Stato e dai fondi europei e adesso siamo usciti con un bando che parte dal presupposto di avere una produzione locale ma soprattutto anche di creare un mercato che dovrà andare avanti con le proprie gambe.

Una grande opportunità.

L’idrogeno ha i suoi pregi e i suoi difetti ma deve essere visto come un’opportunità per ad esempio sui mezzi pesanti o nell’industria, e quindi stiamo cercando di sviluppare anche questo settore.

Un altro ambito legato al green è quello sul blocco delle auto: molti torinesi si sono lamentati di non poter circolare nelle ore lavorative. La Regione su questo fronte che cosa sta facendo?

Il concetto del blocco del traffico secondo me è un concetto vecchio che è frutto di politiche che arrivavano da decenni fa. Noi, anche con il supporto del governo, abbiamo fatto un emendamento per capire se ci sono misure per compensare e ridurre gli inquinanti tanto quanto potrebbe fare il blocco Euro 5. Quindi noi stiamo creando un piano per trovare queste fonti alternative tra cui l’uso dei biocarburanti.

Ci sono altri progetti in itinere?

Si, stiamo per concludere il progetto per creare una rete di intelligenza artificiale sui semafori con grandi player che ci permetterebbe in parte di evitare il blocco del traffico dei motori diesel per sempre. Come dico sempre, dobbiamo costruire delle opportunità anche di sviluppo economico sfruttando i temi ambientali, perché l’inquinante non è un problema mentale, ma è sanitario e sociale quindi oggi siamo in questa fase che ci potrebbe permettere di evitare un problema sociale come quello delle famiglie che non possono cambiare la macchina.

Dal green dell’ambiente ci spostiamo al verde della Lega. Una notizia degli ultimi giorni è l’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega: come questo può  cambiare il destino della Lega?

Non tutti i mali vengono per nuocere e mi auguro che questo possa dare uno scossone e riportare la Lega a quelli che erano i valori di quando sono entrato a fare politica da giovane, ovvero quello dell’autonomismo, della tutela dei territori, dell’identità: Vannacci ovviamente aveva altre idee, che io non ho mai personalmente apprezzato, infatti l’ho visto sempre come un corpo estraneo, tant’è che ha deciso di poi fondarsi un suo partito.

Quindi spera in un ritorno alle origini?

Nessuno oggi ha una sfera di cristallo, credo che questa uscita sia frutto anche della vecchia politica, per ora in Piemonte l’hanno seguito in pochi, persone che comunque erano ai margini della Lega e quindi credo che si possa ritrovare quel percorso storico e di tornare un po’ alle origini.