
Oggi, 4 maggio, si celebra e si ricorda la più grande squadra calcistica di tutti i tempi: il Grande Torino, il cui destino finì in questo giorno del 1949. Il programma della giornata.
Il programma della giornata
Come comunicato direttamente dal club, la giornata di oggi, lunedi 4 maggio 2026, si dovrebbe suddividere in più parti: si comincia alle ore 12.00 dal Cimitero Monumentale di Torino (ingresso da via Varano 35) dove avrà luogo la commemorazione ufficiale con la benedizione da parte di don Gian Luca Carrega dei sepolcri e con la deposizione di una corona commemorativa.
Successivamente, alle ore 17.03, ora della tragedia, sarà celebrata la Messa solenne presso la Basilica di Superga a suffragio delle vittime della tragedia. A seguire il momento di raccoglimento davanti alla lapide con la lettura dei 31 nomi dei calciatori, dirigenti, tecnici, giornalisti e membri dell’equipaggio che perirono nella sciagura aerea.
La sera, infine, a partire dalle ore 22.00, la Mole Antonelliana e i principali ponti sul Po verranno illuminati di granata.

Il Grande Torino in quel 4 maggio del 1949
Il 4 maggio 1949 l’aereo del Torino, il Grande Torino, termina il suo volo sulla collina di Superga di ritorno dall’amichevole di Lisbona contro il Benfica. Perdono la vita 31 persone tra calciatori, dirigenti, tecnici, giornalisti e membri dell’equipaggio.
Nell’incidente vengono a mancare: i calciatori Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti, Giulio Schubert e gli allenatori Egri Erbstein, Leslie Lievesley, il massaggiatore Ottavio Cortina con i dirigenti Arnaldo Agnisetta e Ippolito Civalleri e l’accompagnatore Andrea Bonaiuti. Muoiono, inoltre, tre dei migliori giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore, Renato Tosatti e Luigi Cavallero ed i membri dell’equipaggio Pierluigi Meroni, Celeste D’Inca, Celeste Bianciardi e Antonio Pangrazzi.