Studenti in rivolta a Torino dopo la proposta del governatore Cota di elargire le borse di studio solo ai piemontesi. Critiche anche dai vertici dei poli universitari. La legge del 1991, che disciplina il diritto allo studio, e i decreti ministeriali del 2001 cozzano non poco con le intenzioni di Cota: ogni regione deve finanziare i giovani che studiano sul proprio territorio, indipendentemente da dove provengono. “Ed è una norma saggia” dice a La Stampa il pro rettore del Politecnico Marco Gilli.
Anche il prorettore dell’Università Sergio Roda dichiara la sua perplessità al quotidiano torinese: “La diminuzione delle borse, finora fiore all’occhiello del Piemonte, può penalizzare la nostra capacità attrattiva”.
Il centrosinistra dichiara di dare battaglia, ma sul fronte dei no compare anche il centrodestra con Futuro e libertà che, in una nota, rimarca che “la proposta contrasta nettamente con le opinioni del partito, che vuole dare a tutti la possibilità di usufruire di eccellenti poli universitari, come il Politecnico e l’Università degli Studi”. Accuse di anticostituzionalità dal Pdci e da FdS, che con la consigliera regionale piemontese Eleonora Artesio annuncia una “dura opposizione in aula”.
Condivide invece l’ipotesi avanzata dal presidente della Regione Cota l’assessore regionale all’Istruzione, Alberto Cirio, secondo cui il governatore ”ha posto un problema reale e ha invitato a una riflessione giusta nell’interesse di tutti i giovani studenti che risiedono nella nostra regione”. ”Specie in periodi di ristrettezza economica – spiega Cirio – è doveroso che ogni Regione si faccia carico, prioritariamente, dei diritti dei propri residenti e il diritto allo studio è uno dei più importanti, perché getta le basi per il futuro dei nostri giovani. I dati parlano chiaro – prosegue – sono poco più di 10 mila gli studenti che usufruiscono delle borse di studio per un totale di 25,5 mln di euro erogati dalla Regione. Quasi la metà, 11 mln, serve a finanziare 3.942 borsisti residenti in altre regioni, in proporzione molto più di quanto va agli altri borsisti piemontesi”.