“Non si deve porre in questione il diritto allo studio per ragioni costituzionali, ideali e strategiche”, questa la posizione chiara e inequivocabile di Gianpiero Leo, consigliere regionale Pdl, sulle borse di studio da elargire, secondo Roberto Cota, solo agli universitari piemontesi. E la maggioranza in Regione si spacca. Altri tre consiglieri Pdl, Raffaele Costa, Carla Spagnuolo e Daniele Cantore sostengono l’affermazione di Leo e hanno scritto un documento che porteranno in riunione di maggioranza, per fronteggiare la decisione del presidente. In difesa di Cota, all’indomani dell’annuncio su Youtube, interviene solo l’assessore Alberto Cirio (potete vedere e ascoltare entrambi i contributi negli articoli correlati, a fondo pagina). Futuro e libertà in una nota rimarca che “la proposta contrasta nettamente con le opinioni del partito, che vuole dare a tutti la possibilità di usufruire di eccellenti poli universitari, come il Politecnico e l’Università degli Studi”. Dall’opposizione chiedono “l’immediata smentita delle dichiarazioni e la nomina di un assessore all’Università che sia a conoscenza delle basilari norme e regole delle politiche sul diritto allo studio”. La presidente Edisu, Mariagrazia Pellerino, infatti, precisa: “La proposta di Cota non è possibile perché l’articolo 34 della Costituzione tutela il diritto allo studio per tutti, una legge dello Stato del 1991 impone alle Regioni di attribuire le borse di studio secondo l’ateneo di iscrizione e non secondo la provenienza”. Francesco Profumo, rettore del Politecnico, commenta con un sarcastico “altro che provincialismo, il mondo reale viaggia in direzione opposta”.