I Comuni dell’area metropolitana di Torino dicono sì alla Tav ma ad alcune condizioni. Sono terminati ieri pomeriggio gli incontri con i sindaci dell’area interessata dai cantieri dell’opera, convocati in prefettura per conoscere il progetto preliminare della tratta nazionale della Torino-Lione, in vista del tavolo istituzionale previsto il 3 maggio a Palazzo Chigi. Se prevarrà l’ipotesi del “progetto low cost”, verrà data priorità al nodo di Torino e al tunnel di base, mentre – almeno inizialmente – nella parte centrale della Val Susa i treni merci correranno sulla linea storica. Grugliasco solleva obiezioni sull’intersezione tra la nuova linea con la viabilità locale. Montanaro e Torrazza, invece, sono preoccupati per i 5 milioni di metri cubi di materiale di scavo e i relativi trasporti. Settimo – interessata da tre linee, linea storica e linea ad alta velocità Torino-Milano e in prospettiva la Tav – chiede di interrare o la linea storica o la Torino-Lione. Intanto Antonio Ferrentino, presidente della Comunità montana della bassa Val Susa, è stato criticato in valle per aver appoggiato il progetto low cost. Il presidente dell’Osservatorio Tav, Mario Virano, e il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, hanno precisato che non è in discussione l’opera, ma il modo in cui realizzarla, nonostante alcune amministrazioni siano ancora contrarie: Avigliana, Chiusa San Michele, Vaie, Sant’Ambrogio. I Comuni potranno presentare le loro osservazioni nella Conferenza dei servizi indetta dalla Regione a giugno. Sempre ieri, l’assessore regionale ai Trasporti Barbara Bonino, ha bocciato l’ipotesi di trasformare la canna di sicurezza del Frejus per farci passare auto e Tir.