Protesta dei borsisti torinesi: ancora occupata la residenza “Verdi 15” [Audio]

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429250_129431923844360_100003326609177_138687_104055765_n-212x300 Protesta dei borsisti torinesi: ancora occupata la residenza “Verdi 15” [Audio]Prosegue da quasi tre settimane l’occupazione della residenza universitaria di via Verdi 15 a Torino da parte degli studenti borsisti. Un segno di forte protesta contro i tagli della giunta regionale all’Edisu, Ente regionale per il diritto allo studio universitario del Piemonte. Per questo Anno Accademico, infatti, il bilancio regionale non ha stanziato all’Edisu i fondi necessari per garantire la ditribuzione di 8000 borse di studio. Se fino al 2010 il Piemonte poteva annoverarsi tra le regioni più virtuose d’Italia, capace di garantire il 100 per cento del sostegno economico e l’ospitalità agli aventi diritto, già a partire dal 2011 solo il 30 per cento degli studenti idonei per merito e reddito ha ricevuto ciò che spettava loro. In sostituzione delle borse di studio, la giunta Cota ha formulato la soluzione dei “prestiti d’onore”, concessi dalle banche agli studenti e da restituire al termine del percorso di studi. “Una politica che taglia i fondi per il diritto allo studio e propone come soluzione “prestiti d’onore”, ovvero ulteriori indebitamenti con le banche, non va nella direzione giusta in difesa dell’Istruzione, della cultura, del sapere accessibile a tutti” spiega Pamela Meropiali [ascolta l’audio qui di seguito], una delle studentesse impegnate nella causa, e aggiunge:“senza contare i danni a livello economico e culturale, per la città di Torino in prima linea, si tratta di migliaia di persone e migliaia di menti che non verranno più a studiare qui a Torino, che non sarà più la capitale della cultura”. Gli effetti del taglio ai contributi all’Edisu si stanno già palesando in queste settimane. Dopo lo sfratto dalla residenza “Paolo Borsellino” di due ragazzi tunisini, studenti del Politecnico, stanno aumentando di giorno in giorno le partenze di coloro che ritornano al proprio paese, impossibilitati a proseguire gli studi negli atenei torinesi. Numerose le iniziative organizzate per coinvolgere la cittadinanza, dai convegni, alla pagina facebook, sulla quale si legge: “Chiediamo a Trabucco, presidente dell’Edisu, di esprimersi pubblicamente rispetto alla situazione in cui versa l’ente; da parte nostra, proseguiremo l’occupazione fino a quando non otterremo lo stanziamento dei fondi necessari a coprire tutte le richieste di borse di studio”. Alta anche la partecipazione alle assemblee pubbliche volte a unire tutto il mondo universitario e della formazione, dal personale, agli insegnanti, ai rappresentanti delle cooperative che lavorano anche per l’Edisu stessa, contro i tagli che l’istruzione sta subendo da ogni fronte.
A sostegno della protesta si è schierato anche il professor Ugo Mattei, docente di Diritto all’Università degli Studi di Torino e autore del libro “Beni comuni: un manifesto”. Il giurista, già sensibile nei confronti di altre importanti cause, quali l’occupazione del Teatro Valle a Roma e le manifestazioni per l’acqua pubblica e contro la Tav, si è reso disponibile per un incontro che ha avuto un alto consenso di pubblico e ha firmato per primo la petizione rivolta alla cittadinanza, alle istituzioni, a tutti gli esponenti del mondo della cultura e a tutti gli studenti, per il reintegro delle borse di studio con la preghiera che l’Università non venga venduta ai privati e alle banche. Tale petizione può essere firmata presso la residenza Verdi 15 e online su www.petitiononline.com/petitions/1234dsu/signatures.
Prossimo evento in programma giovedì 2 febbraio dalle 23.00 “Bomboclat Evil Nite” , dj set by “MADò CHE CREW – Torino Dancehall Specialist”.

Pamela Meropiali – Protesta Edisu