Calciopoli: depositate le motivazioni della sentenza, nei rapporti con Moggi troppa confidenza e timore

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moggi-300x200 Calciopoli: depositate le motivazioni della sentenza, nei rapporti con Moggi troppa confidenza e timore“L’uso delle schede straniere delle quali è risultata la disponibilità procurata da Moggi a designatori e arbitri”: è questo l’elemento “ben più pregnante e decisivo” che ha portato l’8 novembre scorso alla condanna di Luciano Moggi a cinque anni e quattro mesi per associazione a delinquere. E’ scritto nelle motivazioni della sentenza del processo Calciopoli depositate a Napoli. Tra gli elementi di prova alla base della condanna in primo grado dell’ex dg della Juventus ci sono gli incontri con i designatori fuori delle sedi istituzionali, che emergono dalle intercettazioni telefoniche in prossimità delle partite, l’uso delle schede straniere fornite a arbitri e designatori, nonché “il continuo e prolungato chiacchierare… che effettivamente può configurare la trasmissione del messaggio potenzialmente idoneo a spingere i designatori, e talora anche gli arbitri, a muoversi in determinale direzioni piuttosto che in altre”.
Un altro elemento significativo, ad avviso del Tribunale, è rappresentato dal tempestoso dopopartita di Reggina-Juventus con i momenti di tensione tra Moggi e l’arbitro Paparesta. “Pur se è risultato non vero quello che lo spavaldo Moggi andava diochiarando in giro, e per telefono, cioè di avere chiuso l’arbitro Paparesta nello spogliatoio… nondimeno va valutata la reazione di Paparesta a quella che era pur sempre stata una protesta fuori misura di Moggi per gli errori dell’arbitro, di non inserimento cioè del comportamento furioso nel referto arbitrale, reazione che va interpretata come un effetto del timore reverenziale nei confronti della persona”.