Stasera alle 21.00 il teatro La Concordia di Venaria ospita una coproduzione della Compagnia Gli Ipocriti con lo Stabile di Napoli. In scena “Compagnia Totò”, testo e regia del grande Giancarlo Sepe, con Francesco Paolantoni e Giovanni Esposito. 15 febbraio 1898: nasce Totò. 15 aprile 1967 è morto Totò. Il grande Totò era talmente povero che la madre gli infilava per casa le sue gonne smesse, e molti lo chiamavano ‘o femminiello. Da subito guardava le miserie del mondo, della povertà, e le pativa facendole rivivere attraverso la sua decantazione d’attore: fatta di sguardi affamati, occhi concupiscenti, racconti accentati dalle mani e virgolettati dal movimento della fronte. Si arruola a 19 anni, e nel 1919 è già in palcoscenico alla sala Napoli, e poi al Trianon. Nel 1922 lascia Napoli dopo un insuccesso e raggiunge Roma, dove debutta all’Ambra Jovinelli, esplodendo. Nel ’26 calca i palcoscenici della rivista e dal 1933 al 1940, gira l’Italia con la sua compagnia che scioglie proprio a Roma, al Quattro Fontane, dove recita con Anna Magnani. Morto Totò, in molti hanno cercato il suo mondo in altri mondi, limitrofi, affini, ma non quelli popolati dalla sua figura esile e marionettistica. C’è tutto un popolo sotterraneo che lo cerca ancora, ostinatamente, ma non lo trova, e lo reinventa.
Lo spettacolo è una messa laica in memoria di Totò: c’è chi ne parla, chi ne ripercorre le mimiche, i temi, i vezzi, le disarticolazioni, gli atti e le parole poetiche, le canzonette e i lazzi. C’è il fine dicitore che educa all’arte del nostro eroe, senza riuscirvi ma con forza dissacrante e comica.