Crisi: nel Torinese disoccupazione record e diminuisce la produzione industriale

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disoccupazione-300x190 Crisi: nel Torinese disoccupazione record e diminuisce la produzione industrialeNei primi mesi del 2012 lo stato di salute dell’economia Torinese peggiora: e il dato più allarmante è quello sulla disoccupazione con un tasso del 9,2%, maggiore di quello rilevato sia a livello regionale (il 7,6%), sia a livello nazionale (l’8,4%).

Le persone in cerca di occupazione – sulla base della rilevazione delle Forze di Lavoro, condotta dall’Istat – nell’area torinese risultano 96mila nel 2011, circa il 62% del totale piemontese. I primi risultati dell’indagine Excelsior 2012 sui fabbisogni occupazionali delle imprese evidenziano un ulteriore peggioramento: l’occupazione nella provincia scenderà dell’1,5% e andranno persi quasi 8mila posti di lavoro.

E dai dati presentati oggi dalla Camera di commercio di Torino, durante la celebrazione della decima Giornata dell’Economia, emerge un calo della produzione industriale del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’unica nota positiva arriva dall’export.

Oltre 8.000 le imprese chiuse nei primi tre mesi dell’anno, 5.307 le nuove attività (735 in meno rispetto al primo trimestre del 2011). Le imprese registrate a fine marzo 2012 sono state 234.713 con un calo dello stock dell’1,1% rispetto al corrispondente intervallo dell’anno precedente: per ritrovare un valore analogo, occorre tornare indietro al primo trimestre del 2008 (233.869). Il tasso di crescita (al lordo delle cessazioni d’ufficio) è stato di -1,15%, il più basso registrato nel primo trimestre a partire dal 2005.

La produzione manifatturiera torinese è stata sostenuta dal positivo andamento della domanda estera: si è, infatti, registrato un aumento (+8,9% rispetto a fine 2010) del volume complessivo degli scambi commerciali della provincia di Torino a livello internazionale. In particolare si rileva un incremento leggermente superiore per le esportazioni (+9,6%) rispetto alle importazioni (+8,1%); nel complesso sono state vendute merci per un totale di 18 miliardi di euro, mentre le importazioni hanno di poco superato i 15 miliardi.

“Certamente i dati economici vanno valutati a fine anno – sottolinea Alessandro Barberis, Presidente della Camera di commercio di Torino – e guardando all’andamento globale, ma gli scenari di sviluppo del torinese per il 2012 non appaiono particolarmente positivi”.

Le ore di Cassa Integrazione autorizzate nel corso del 2011 in provincia di Torino sono pari a oltre 92 milioni, con una flessione di quasi il 24% nei confronti del 2010. Nei primi tre mesi del 2012 ritorna a crescere la Cassa Integrazione Guadagni ordinaria (+47,4% nei confronti dello stesso periodo dell’anno precedente), mentre calano la CIG straordinaria e in deroga (-49,5%).

Gli scenari di sviluppo futuro

Per la Giornata dell’Economia, Unioncamere – in collaborazione con Prometeia spa – ha analizzato alcune ipotesi di scenari di sviluppo delle economie locali italiane, utilizzando un modello basato su banche dati territoriali storiche e su ipotesi macro di andamenti internazionali.

Sulla base di questo modello, nel 2012 il valore aggiunto della provincia torinese dovrebbe subire una contrazione (-0,7%), a causa della recessione economica.

L’occupazione potrebbe ridursi ulteriormente (-0,8%) e il tasso di disoccupazione salire al 10%, valore più alto di quello riscontrato a livello regionale (8,3%) e nazionale (8%). Al contrario, nonostante la crisi internazionale, la propensione all’export (data da esportazioni sul valore aggiunto) dovrebbe continuare a crescere (32,4% contro il 30% dell’intervallo 2010 – 2011).

Secondo il modello solo nel periodo 2013 – 2014 si dovrebbe assistere a un leggero miglioramento di tutti gli indicatori economici: il valore aggiunto torinese dovrebbe aumentare dell’1,5%, variazione positiva maggiore di quella prevista sia a livello piemontese, sia a livello nazionale (per entrambi +1,1%). Anche l’occupazione dovrebbe riprendere a crescere a valori maggiori di quelli stimati per il Piemonte e per l’Italia e, di conseguenza, dovrebbe scendere il tasso di disoccupazione (il 9,5%), anche se si manterrà ancora più elevato di quello piemontese (l’8%) e italiano (l’8,6%).