Università: borse di studio con la media del 25. Protestano Atenei e studenti

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Corridoio-di-Palazzo-Nuovo-300x224 Università: borse di studio con la media del 25. Protestano Atenei e studentiIl mondo universitario piemontese vive ore di fermento. Non che la tranquillità sia mai stata di queste parti ma da ieri, Università di Torino, Politecnico e rappresentanti degli studenti del Comitato Regionale di Coordinamento, hanno manifestato il proprio scontento e le proprie critiche nei confronti delle misure approvate in commissione Cultura della Regione su iniziativa dell’assessore Elena Maccanti. Ciò che l’assessore ha definito come “una sterzata verso un sistema meritocratico”, è l’idea di legare il conseguimento delle borse di studio oltre che al numero di esami sostenuti (e dei relativi crediti) anche alla media degli stessi. Da settembre, infatti, in Piemonte sarà necessario avere la media del 25 per ottenere la borsa di studio. Un provvedimento che, come detto, non piace per niente e che ha provocato la reazione con un comunicato congiunto dell’Università di Torino, del Politecnico e degli studenti del “Coreco”. Ribadendo ciò che da mesi viene “urlato” in tutte le università italiane, cioè che il diritto allo studio e l’investimento in formazione sembra aver perso il carattere prioritario che ha sempre avuto in Italia, il comunicato è entrato nel merito del provvedimento criticando l’assenza di un criterio davvero meritocratico in quanto “uno studente che acquisisse 25-35 crediti con una media di 25 avrebbe diritto alla borsa di studio, mentre uno studente che acquisisse 60 crediti con la media del 24.9 non ne avrebbe diritto”. Come se ciò non bastasse, si sottolinea anche il fatto che vi sia un problema di disomogeneità nell’assegnazione dei voti da facoltà a facoltà, “penalizzando – così –  gli studenti di corsi di laurea con votazioni mediamente inferiori”. Gli Atenei torinesi e i rappresentanti hanno comunque chiarito che “pur ribadendo che le principali criticità restano riconducibili alla drastica riduzione delle risorse destinate al diritto allo studio, sono disponibili a fornire il proprio costruttivo contributo alla Regione Piemonte e all’Edisu per la predisposizione di un bando che risponda a requisiti di equità e di meritocrazia”.