Piemonte: spending review, risparmi per oltre un miliardo con la ‘ricetta’ di Progett’Azione

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piemonte_palazzo_regione-400x300 Piemonte: spending review, risparmi per oltre un miliardo con la 'ricetta' di Progett'AzionePossibile risparmiare in Piemonte un miliardo e quasi 100 milioni di euro. Come? Lo illustrano i consiglieri regionali di Progett’Azione in un incontro con la stampa che si è svolto questa mattina nella sede del gruppo consiliare. Tagli ma anche riduzione del debito nelle azioni inserite in un maxiemendamento che Progett’Azione consegnerà nelle mani di giunta e consiglio regionali. Tra le misure inserite, le più rilevanti riguardano la vendita del patrimonio immobiliare e la razionalizzazione delle società partecipate della Regione, ma anche la mobilità di dipendenti pubblici da settori meno attivi a centri operativi dove c’è maggior necessità di forza lavoro, senza tralasciare la riduzione dei costi della politica con la riduzione del 20 per cento delle indennità di consiglieri e assessori e del trasferimento ai gruppi consiliari. “Tutti questi interventi sono attuabili subito senza spendere nemmeno un euro” assicura il capogruppo, Angelo Burzi, il quale obietta “a chi parla di fallimento di indicare ora quali manovre suggerisce e quali risultati intende conseguire perché noi non vediamo né manovre, né obiettivi, né ostacoli”. Poi, prosegue Burzi: “ La giunta Cota non dà risposte anche sul tema del patrimonio, così come sulla riduzione delle società partecipate”.
Altre misure incluse nella proposta sono il telelavoro, la trasparenza delle nomine e degli affidamenti e la digitalizzazione. “Non è possibile far bene se una stessa persona ricopre, a livello di nomina, infiniti incarichi. L’obbligo di inserire il ‘bottone’ della trasparenza non è ancora rispettato da tutti i soggetti che operano per la cosa pubblica ed il telelavoro è importante perché incide anche sulla tutela ambientale” commenta Roberto Tentoni.
“Noi proponiamo – sottolinea Gian Luca Vignale – di anticipare il blocco delle assunzioni rispetto a quanto previsto dalla legge nazionale e di ridurre i salari di direttori, dirigenti e funzionari professionisti e, per quanto rigurda i consulenti, di ridurli dell’80 per cento”.
“La Regione può e deve evitare il ‘commissariamento’, ovvero di essere messa sotto tutela dal governo centrale e dalla Corte dei conti” conclude Burzi.