A Torino apre primo museo dello sport: tutti i numeri uno di ogni disciplina

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IMG_9474 A Torino apre primo museo dello sport: tutti i numeri uno di ogni disciplinaTaglio del nastro allo Stadio Olimpico di Torino del primo museo italiano dello sport, dove è possibile ammirare più di tremila cimeli e memorabili testimonianze di tutti i campioni di ogni disciplina, da Coppi a Senna. L’idea è del milanese Onorato Arisi, già creatore del museo di Inter e Milan allo stadio San Siro. Immancabile la sezione ‘Football’, per celebrare i trionfi della nazionale azzurra, i miti del calcio ed il Toro, con una gigantografia che festeggia gli eroi dell’ultimo scudetto nel 1976 e i riferimenti agli invicibili di Superga. Assenti, invece, i cimeli legati alla Juventus, per evitare di far concorrenza al museo del club inaugurato lo scorso maggio nello stadio bianconero. Nelle altre sezioni spiccano le armi dei trionfi di Edoardo Mangiarotti nella scherma, il body con cui Federica Pellegrini è diventata la regina del nuoto e i trofei dello sciatore Piero Gros.
Di colore azzurro è anche la seconda sala che è stata pensata per i Numeri Uno d’Italia. Qui, tra gli altri, vengono ricordati con passione lo schermidore plurititolato Edoardo Mangiarotti, il pugile Giovanni Parisi, il pilota di Formula 1 Michele Alboreto, gli sciatori Piero Gros e Stefania Belmondo e i professionisti di golf Edoardo e Francesco Molinari.
Nel salire al piano superiore, le suggestioni provate guardando la slitta dell’esploratore Ambrogio Fogar si amplificano in tante altre emozioni nella sala che porta questo nome. In questo spazio prendono vita oggetti testimoni delle imprese di grandi e indimenticabili campioni come Ayrton Senna e Muhammad Alì, ma anche pellicole cinematografiche che nello sport e nelle emozioni hanno il comune denominatore, come Miracle e Fuga per la Vittoria.
Torino è la protagonista della quarta sala: i campioni e le manifestazioni sportive che hanno fatto grande questa città sono raccontate, in ordine sparso, attraverso cimeli, trofei e prime pagine di giornali.
La fatica è la protagonista dell’ultima sala. Il ciclismo è lo sport simbolo di questa parola. Le “discese ardite e le risalite” degli eroi delle due ruote vengono qui immortalate attraverso le immagini di ciclisti del calibro di Fausto Coppi, Gino Bartali, Eddy Merckx, Gianni Motta e Franco Balmamion, passando per Francesco Moser e Gianni Bugno, fino ad arrivare alle più recenti stelle del ciclismo mondiale come Marco Pantani.
A fare da colonna sonora alla visita c’è una sorta di jukebox interattivo, attraverso cui è possibile ascoltare 106 brani differenti che comprendono inni delle squadre, estratti di radiocronache e addirittura melodie interpretate dagli stessi sportivi. Il museo apre sette giorni su sette, dalle 10 alle 18, eccetto quando il Toro gioca in casa. Oltre alla visita al museo sarà possibile partecipare al tour dello stadio che porterà a scoprire la aree finora off limit, come bordo campo, spogliatoi e tribuna stampa.