Il gip di Torino ha accolto la richiesta di giudizio immediato della procura per Francesco Furchì, l’uomo fermato lo scorso gennaio nell’ambito delle indagini sull’aggressione al consigliere comunale del Terzo Polo, Alberto Musy, rimasto gravemente ferito in un agguato esattamente un anno fa.
Furchì, 50 anni, ragioniere torinese candidato nella liste della stessa coalizione di Musy ma non eletto, secondo gli inquirenti è gravemente indiziato e avrebbe una sistematica frequentazione con personaggi inseriti “organicamente” in ambienti malavitosi.
Secondo gli inquirenti non è certo che l’attentatore abbia agito da solo e l’aggressione presenta ancora vari punti oscuri. Furchì si è dichiarato estraneo alla vicenda.
Il 21 marzo 2013, un uomo che indossava un casco integrale ha sparato a Musy alcuni colpi di pistola aggredendolo nel cortile di casa. La vittima da allora è in coma. E ieri, l’arcivescovo di Torino monsignor Nosiglia ha chiesto, nell’omelia della messa ad un anno dall’agguato, un riconoscimento civile per sacrificio subito da Musy. Prima udienza fissata il prossimo 8 maggio.