
Prende il via questa sera a Torino, lunedì 14 ottobre, la rassegna cinematografica dedicata all’affidamento familiare “Mi presti la tua famiglia? La mia è un po’ in difficoltà”.
La rassegna si articola in 6 appuntamenti tra ottobre e dicembre che si svolgeranno al Cinema Massimo (via Verdi 18) e al Cecchi Point – Hub Multiculturale (via Antonio Cecchi 17).
L’iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sul tema dell’affido familiare ed è promossa dalla Città di Torino e dall’Associazione Museo nazionale del Cinema in collaborazione con Casa dell’Affidamento, Videocommunity, Educatorio della Provvidenza e le Associazioni delle famiglie affidatarie del territorio.
La partecipazione a tutti gli appuntamenti è gratuita. Tre saranno le proiezioni serali al Cinema Massimo rivolte ad un pubblico adulto (14 ottobre, 11 novembre, 16 dicembre) e tre quelle pomeridiane al Cecchi Point per tutta la famiglia (FilmFamily 3 novembre, 24 novembre, 1 dicembre).
Per informazioni www.movieontheroad.com.
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PROGRAMMA
Lunedì 14 ottobre, ore 20.45 – Cinema Massimo, Sala 3
Non è ancora domani (La Pivellina) (Austria/Italia 2009, 100′) di Tizza Covi e Rainer Frimmel con Patrizia Gerardi, Asia Crippa, Tairo Caroli e Walter Saabel.
Patrizia, cinquantenne dai capelli rosso fuoco, cercando il suo cane Ercole in un parco della periferia di Roma, trova una bambina piccolissima lasciata sola su un’altalena, con in tasca un messaggio della mamma che promette di tornare, un giorno. La bimba, che dice di chiamarsi Aia (Asia), è accolta in un campo abitato da artisti di circo nel quartiere di San Basilio. Con l’aiuto del tredicenne Tairo, Patrizia si mette alla ricerca della madre.
Interviene la regista Tizza Covi.
Domenica 3 novembre, ore 16.30 – Cecchi Point – Hub Multiculturale
Il mio vicino Totoro (Giappone 1988, 86′) di Hayao Miyazaki – Proiezione FilmFamily
Le sorelline Satsuki e Mei si trasferiscono insieme al padre in un paesino di campagna, per stare vicine alla mamma ricoverata in ospedale. Le due bambine scoprono che la foresta accanto alla loro nuova abitazione è abitata da creature magiche, tra le quali c’è Totoro, un enorme essere peloso…
Lunedì 11 novembre, ore 20.45 – Cinema Massimo, Sala 3
Lasciando la baia del re (Italia 2011, 78′) di Claudia Cipriani
Cosa succede se un’insegnante decide di filmare i suoi allievi durante le ore di lezione? E se un’allieva decide di filmare l’insegnante? È quello che capita nel quartiere popolare “Baia del Re”. Lì i destini di una ragazzina e della sua educatrice s’incrociano, trasformando il ritratto di una strana comunità nella
storia della catarsi da una tragica perdita.
Intervengono la regista, Claudia Cipriani e la protagonista, Valentina Barile.
Domenica 24 novembre, ore 16.30 – Cecchi Point – Hub Multiculturale
Leafie – La storia di un amore (Corea del Sud 2010, 93′) di Seong-yun Oh – Proiezione FilmFamily
Una gallina di nome Leafie non sopporta la cattività del pollaio. Quando finalmente riesce a fuggire scopre che il mondo è un luogo ostile, popolato da predatori come la donnola One-Eye. Quando trova
un anatroccolo, rimasto orfano a causa di One-Eye, Leafie decide di allevarlo come se ne fosse la madre, nonostante le innumerevoli differenze che li separano.
Domenica 1 dicembre, ore 16.30 – Cecchi Point – Hub Multiculturale
La profezia delle ranocchie (Francia 2003, 86′) di Jacques-Rémy Girerd – Proiezione FilmFamily
Ai confini del mondo, in un casolare sulla cima di una collina vive una famiglia composta da Ferdinand, marinaio in pensione, la moglie Juliette, di origini africane, e il loro figlio adottivo Tom. Loro
ospite è la figlia dei vicini, i quali possiedono un piccolo zoo familiare. Un giorno le ranocchie, esperte meteorologhe, annunciano l’imminente arrivo di un diluvio. Il silos della fattoria, con l’aiuto di un enorme pneumatico, si trasformerà in una nuova Arca…
Lunedì 16 dicembre, ore 20.45 – Cinema Massimo, Sala 3
Tutti per uno (Francia 2010, 90′) di Romain Goupil con Valeria Bruni Tedeschi, Linda Doudaeva, Jules Ritmanic, Louna Klanit, Louka Masset, Jérémie Yousaf, Dramane Sarambounou e Hippolyte Girardot.
22 marzo 2067: la 60enne Milana, residente in Francia ma di origine cecena, ricorda i momenti trascorsi nel 2009 con i suoi compagni delle scuole elementari – Blaise, Alice, Claudio, Ali e Youssef – ma
soprattutto come insieme a loro riuscì a mettere in atto un piano per rimanere sempre uniti ed evitare l’espulsione per quelli del gruppo che, come lei, erano degli immigrati…
Casa dell’Affidamento, via San Domenico 28 a Torino
La Città di Torino vanta una lunga tradizione in tema di affidamento familiare: è stata una delle prime in Italia ad approvare una delibera sull’affidamento familiare, nel 1976, ben 7 anni prima della legge nazionale 184 del 1983.
L’esperienza maturata in questi anni è riconosciuta a livello nazionale e ha fatto sì che Torino sia riconosciuta come un polo significativo di sperimentazione.
In questi anni si sono rafforzate le tipologie standard, ma si sono avviate anche nuove sperimentazioni: Progetto Neonati (dal 2001), le famiglie comunità e l’affidamento “da famiglia a famiglia” nell’ambito del diurno.
Nel 2012 sono stati 695 i minori che sono stati in affidamento residenziale, di cui 23 in Progetto Neonati, e più di 200 le famiglie affidatarie coinvolte.
Ben 17 di queste famiglie sono “famiglie comunità” cioè famiglie che ampliano la loro disponibilità fino ad accogliere 3 o 4 minori (anche 5 nel caso di fratelli): in questo momento sono 69 i minori accolti presso queste famiglie-esperte.
L’affidamento familiare, previsto dalla legge nazionale n° 184/83 e s.m.i. come primo intervento a tutela dei minori che si trovano in situazione di pregiudizio e non possono rimanere nella loro famiglia d’origine, è caratterizzato dall’elemento della temporaneità: la legge infatti prevede un periodo di due anni (tempo “concesso” alla
famiglia d’origine per risolvere le proprie difficoltà), rinnovabili se la situazione di pregiudizio per il minore non è venuta meno.
Il progetto di affido fa riferimento pieno al concetto di sussidiarietà, infatti si fonda sulla disponibilità di famiglie (singoli o coppie, con o senza figli, sposati oppure no, senza limiti di età) che si mettono a disposizione e vogliono farsi carico delle
difficoltà di minori e, più o meno direttamente, delle loro famiglie. Le famiglie sono un “capitale sociale” che va sollecitato e curato, nella sua intenzione di costruire legami di solidarietà e nella consapevolezza che serve l’aiuto di tutti per crescere un bambino (genitorialità sociale).
Ulteriore segno della volontà dell’Amministrazione di promuovere e dare visibilità all’affidamento è la realizzazione nel 2000 della Casa dell’Affidamento, prima a Porta Palazzo e ora in via San Domenico 28, che cura, tra l’altro, la Campagna diffusa e permanente per l’affidamento.