E’ stata inaugurata oggi la mostra “Sguardi fotografici” uno spaccato di una delle professioni del backstage del mondo culturale: il fotografo. Scatti divertenti, realizzati dal fotografo ufficiale della Regione Piemonte, Gabriele Mariotti , che si è cimentato a fotografare i colleghi nelle posizioni più assurde, acrobatiche e nei luoghi più strani mentre sono intenti a immortalare le immagini. Solo un occhio attento ed allenato di un fotografo, con oltre 35 anni di esperienza e alle spalle alcune mostre e pubblicazioni realizzate dopo i suoi viaggi come quello ad esempio in Tibet è in grado di catturare situazioni comiche e talvolta grottesche che sottolineano le espressioni dei fotografi stessi, evidenziando la passione ma anche il lavoro assiduo di questi professionisti sempre alla ricerca del dettaglio e Mariotti che è stato il fotografo ufficiale in occasione dell’esposizione della Sindone, delle Olimpiadi e Universiadi, dei 150 anni dell’ Unità d’Italia, e di tutti i raduni militari, ha voluto con questa sua originale esposizione rendere un omaggio alla categoria dei fotografi a volte giudicati invadenti ma che operano sempre nel più completo anonimato. “I numeri continuano a dimostrare che la cultura è lavoro – commenta l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Michele Coppola. – I fotografi rientrano infatti tra i 121.000 occupati dell’indotto culturale piemontese, un dato che include le più svariate categorie, dai produttori e dagli attori fino agli elettricisti e ai fabbri Sono infatti tante le figure professionali apparentemente “nascoste” e che contribuiscono quotidianamente alla produzione culturale della nostra regione. Questa piccola esposizione vuole così restituire simbolicamente un riconoscimento alla pazienza, alla dedizione e alla professionalità di tutti i fotografi che con il loro lavoro quotidiano ci aiutano a raccontare le attività del nostro territorio e le sue bellezze.” Molti sono i fotografi che hanno faticato per portare a casa immagini memorabili, immagini che sono rimaste nella storia per il loro valore iconografico il loro vero obiettivo è creare l’icona, cioè riuscire a catturare l’istante che sintetizza in sè l’essenza dei fatti, la realtà condensata in una frazione di secondo. E questa volta sono stati loro ad essere stati immortalati per la prima volta dallo sguardo ironico di un loro collega, un modo divertente da poter raccontare, il fatto accaduto. La mostra è a ingresso libero dal lunedì al venerdì con orario dalle 9 alle 19, presso l’Assessorato regionale alla Cultura di via Bertola 34. (Servizio a cura di Fabio Artesi)


