“E’ lui o non è lui…..?”. Attenti, però, a qual è la domanda

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Logo-Fuori-Udienza-300x131 "E' lui o non è lui.....?". Attenti, però, a qual è la domandaRaramente era accaduto che un’udienza del processo Furchì mostrasse quanto questo processo sia concettualmente spaccato in due, e quanto si fatichi a cucire tra loro i due tronconi con un elemento che – al momento – non esiste. Dei vari macrotemi che si sono alternati in aula sino ad ora, stamattina è toccato alla politica: si è così parlato di quel candidato “avulso dalla scena, grossolano nei modi, invandente”, che se ne andò sbattendo la porta quando non vide accogliere la sua pretesa di capeggiare la lista civica che sosteneva Alberto Musy. Una descrizione che va a braccetto con quanto raccontato dalla ex moglie dell’imputato, a comporre l’univoco quadro del Furchì di quei tempi. Assai diverso – per la cronaca – dal Furchì di oggi, che stamattina si è rivolto alla Corte con modi da membro della Camera dei Comuni – se non proprio dei LOrd – per scusarsi dei disagi causati dal ritardo della sua ambulanza in occasione della precedente udienza.
 
Parallelamente al personaggio Furchì, ecco l’uomo della telecamera. Coi il suo casco bianconero, i suoi guanti e il suo pacchetto sottobraccio. Ricostruiti, descritti e riconosciuti da almeno tre passanti, stamattina: soprattutto da uno, il quale ha saputo affermare con rara precisione che l’uomo da lui visto quella mattina è proprio l’uomo immortalato dalle telecamere dei negozi. Peccato che, fin qui, più o meno ci fossimo arrivati tutti. Anche perché un tizio conciato in quel modo era fin troppo facile da notare, e fin troppo facile è stato capire che quella mattina, in quelle vie di Torino, di tizi del genere c’era proprio soltanto lui (non guasta, sul punto, ricordare che via Barbaroux e dintorni, alle otto del mattino, sono pochissimo frequentate: il centro si anima ben dopo). 
 
Il vero problema continua a essere un altro: quel tizio era Francesco Furchì, oppure no….? Mi rendo conto che, ribadendo un simile concetto, si rischi di offendere l’intelligenza del lettore; ma i concetti più semplici sono sempre quelli più viscidi, e su di essi troppo spesso si scivola. Così, stamattina, sentendo le descrizioni dei passanti convergere sull’uomo della telecamera molti hanno avuto la sensazione che la posizione di Furchì ne uscisse aggravata. A meglio riflettere, ne esce (molto) aggravata la posizione dell’uomo della telecamera. Del fatto se quell’uomo potesse essere Furchì, stamattina non si è assolutamente parlato. Né forse se ne parlerà fino all’esame dello stesso imputato: che avrebbe dovuto avere luogo in tribunale proprio il giorno in cui Musy morì, e che dunque nessuno ha ancora sentito. Furchì non parlerà prima della fine della pausa estiva: chissà se quel giorno, in aula, echeggerà anche la voce dell’uomo della telecamera.
Roberto Codebò