Coldiretti. Il Monferrato nel patrimonio dell’umanità: una grande opportunità per la valorizzazione del territorio

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images-1 Coldiretti.  Il Monferrato nel patrimonio dell'umanità: una grande opportunità per la valorizzazione del territorioSoddisfatti il presidente e il direttore della Coldiretti alessandrina, Roberto Paravidino e Simone Moroni, per il via libera all’iscrizione dei “Paesaggi vitivinicoli del Piemonte, Langhe-Roero e Monferrato” nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco avvenuta a  Doha, in Quatar. “Esprimiamo la nostra soddisfazione e ci uniamo al coro dei commenti positivi. Il riconoscimento di Langhe, Roero e Monferrato a patrimonio dell’Unesco rappresenta una grande opportunità che è necessario valorizzare per far continuare a far crescere questo territorio unico ed inimitabile capace anche di esprimere produzioni da primato conosciute ed apprezzate in tutto il mondo”. Un riconoscimento, dunque, che premia il lavoro di generazioni di agricoltori a tutela dell’ambiente e dell’alimentazione e la bellezza del Monferrato che adesso-continuano Paravidino e Moroni- “sarà più semplice condividere con il mondo”. Un successo non solo per il Monferrato ma anche “per la provincia di Alessandria, per il Piemonte e per l’Italia intera alla vigilia del semestre di presidenza dell’Unione e dell’Expo che potrà contribuire alla ripresa di un  Paese in cui turismo, cultura e alimentazione rappresentano le leve strategiche determinanti per uscire dalla crisi”. Il turismo enogastronomico, infatti, vale da solo 5 miliardi ed è in continua crescita; una spinta determinante viene anche dalle vacanze Made in Italy quando si pensi che, un terzo del budget (32,7%), viene destinato da italiani e stranieri all’acquisto di prodotti alimentari o ai pasti consumati in ristoranti o trattorie. Le conseguenze di questo riconoscimento potrebbero essere positive sul turismo in generale, con una crescita pari a circa il 30% per i primi cinque anni, stando agli effetti registrati per altri siti che in passato hanno vissuto la stessa esperienza. Del resto è importante ricordare che Monferrato, Langhe e Roero coprono il 90% della produzione vinicola del Piemonte, pari a circa tre milioni di ettolitri di vino l’anno, con un fatturato sui 335 milioni di euro e un 60% di prodotto destinato all’esportazione in Germania, Gran Bretagna, Francia, Svizzera e Stati Uniti. “Una risposta concreta all’esigenza di tutelare e valorizzare i territori della nostra regione e, naturalmente, della provincia alessandrina” – concludono Paravidino e Moroni – L’iscrizione, inoltre, nel patrimonio “culturale” e non in quello “paesaggistico”, è motivata con il legame tra il  territorio, la coltivazione dell’uva e del vino e la stessa storia agroalimentare del nostro Paese, un esempio straordinario di interazione dell’uomo con il suo ambiente naturale”.