
Cristiano Ronaldo si è goduto il suo primo giorno a Torino. Non certo un giorno banale: è stato presentato, ha svolto le visite mediche e ha abbracciato i suoi nuovi compagni della Juventus. Tanta emozione, legata anche al ricordo del tributo dell’Allianz Stadium dopo il suo gol in rovesciata ad aprile. Una circostanza che CR7, in una lunga intervista a Sky, ha voluto ricordare così: «E’ stato un momento speciale, mi ricordo che dopo aver segnato questo grandissimo gol, contro la “mia” squadra, è stato un momento unico. E’ stato un gol così speciale che volevo segnare nella mia carriera, non sapevo che il futuro mi avrebbe portato nel club contro cui segnai quel gol. Sono molto contento, un bel momento della mia carriera, giocare nel miglior club italiano ed uno dei migliori al mondo come la Juventus e per questo sono molto felice».
Per Cristiano Ronaldo la Champions League non è un tormento, non è un assillo. E nemmeno un’ossessione: «Non vedo la Champions come un’ossessione, le cose succedono in maniera naturale. Una squadra di calcio ha molti giocatori e dipende da molti fattori la vittoria in una competizione – spiega l’asso portoghese -. Come mi ha detto il Presidente, non è un’ossessione ma un sogno. Vorrei che in questi quattro anni possa aiutare la squadra a conquistare una Champions: so che è molto difficile, ma credo sia possibile».
Sulla trattativa Juve-Real Madrid, infine, Ronaldo commenta: «E’ una situazione che è venuta così, in maniera naturale. Ho parlato con il mio agente che mi raccontava come stava andando e stava andando bene. Non c’è una ragione sola. Ho detto al mio agente che se avessi lasciato il Real l’unico club in cui sarei voluto andare sarebbe stata la Juventus».
