Lavoro: a Torino aumenta l’occupazione grazie all’impiego femminile


I dati occupazionali sono in aumento grazie al miglioramento dell’impiego femminile e del lavoro professionale. Questo è stato ribadito dal primo rapporto annuale ‘Lavoro, imprese e competenze a Torino 2023’ predisposto dall’Osservatorio sul Mercato del Lavoro di Torino. Un rapporto sul mercato del lavoro che ha ampliato lo sguardo grazie all’apporto delle nuove fonti informative messe a disposizione dai partner del progetto. Dunque ai dati sull’offerta e domanda di lavoro si sono aggiunti quelli sull’istruzione, sulla disoccupazione nei centri per l’impiego e sugli infortuni sul lavoro.

Complessivo miglioramento per i dati sull’offerta di lavoro

I dati relativi all’offerta di lavoro dipingono invece un quadro in complessivo miglioramento. Superato il blackout dell’emergenze covid a Torino nel 2022 l’occupazione è cresciuta del 2% rispetto all’anno precedente. Un miglioramento di 8.000 lavoratori, che recupera in parte i 23.000 posti di lavoro persi tra il 2019 e il 2020. Questa ripresa è da attribuire esclusivamente alla componente femminile, visto che si registra una contrazione dell’occupazione maschile. Nonostante ciò, sono decisamente positivi  i dati sulle persone in cerca di occupazione, visto che diminuiscono del 10% rispetto al 2021.

Negativi i dati sui contratti e sugli infortuni

Questi dati fanno anche emergere che il peso del lavoro a termine resta elevato: su circa 10 contratti, 8 sono a termine. Importante anche il ricorso al part-time: circa 1 contratto su 3. Nel complesso, i dati sui contratti a tempo indeterminato sono piuttosto negativi, visto che solo 37% dei contratti sottoscritti dura più di 6 mesi o è a tempo indeterminato.

Il rapporto presenta anche alcuni dati sulla sicurezza del lavoro messi a disposizione dall’INAIL. Qui spicca l’aumento dell’età media degli infortunati, probabilmente da correlare alla tendenza all’invecchiamento delle forze di lavoro. Questa tendenza è più evidente tra i casi mortali, più della metà dei quali ha riguardato lavoratrici e lavoratori di età superiore ai 55 anni.

Rimangono i problemi di mismatch tra domanda e offerta

La ricerca dell’Osservatorio si è anche concentrata sul livello professionale del lavoro dipendente. I dati in questo caso sono incoraggianti. Troviamo una costante perdita delle professioni a bassa qualificazione, ormai ridotto al 15% del totale nel 2022. Consistente anche l’aumento della domanda di personale ad alta qualificazione che ha per la prima volta superato quella del personale intermedio.

E tuttavia, nel rapporto tra domanda e offerta rimangono dei problemi di ‘mismatch’. Problemi di disallineamento tra i fabbisogni professionali delle aziende e le competenze delle persone. Nonostante questo il rapporto segnala un positivo aumento delle persone con diplomi ITS e titoli universitari, il cui peso complessivo passa dal 27% del 2018 al 30% del 2021. Rimane comunque a 30%, la quota di lavoratori che detengono soltanto un titolo primario.

Le dichiarazioni dell’assessora al Lavoro

L’Assessora al Lavoro Giovanna Pentenero ha commentato così il primo Rapporto: “Le donne occupate crescono così come gli impieghi dove sono necessari alta formazione e competenze e questi credo siano elementi positivi. Sicuramente ci sono luci e ombre in questo report e, proprio su queste ultime, dobbiamo riflettere per poter dare maggiori opportunità di sviluppo al territorio. Pertanto dobbiamo investire per dare prospettive a nuovi settori e a quelli già radicati che si trovano davanti alle sfide del futuro. Ovviamente credo sia importante non ragionare mai in termini di cinta daziaria, ma di area metropolitana con il coinvolgimento della Città metropolitana, della Regione e di tutti gli enti territoriali che insistono su questa area”.