
La Biblioteca civica Arduino di Moncalieri (via Cavour 31), venerdì 23 gennaio, alle 17, ospita “Lanche di Carta”, iniziativa itinerante promossa da un gruppo di scrittori langaroli, che attraverso i loro libri raccontano il loro straordinario territorio: il paesaggio, la vita contadina, il lavoro, l’emigrazione, l’inurbamento di massa, il substrato pagano, le leggende, le masche.
L’iniziativa è la prima degli appuntamenti letterari di “Autori tra i libri”, incontri con scrittori e scrittrici organizzati da quasi vent’anni dalla Biblioteca A. Arduino. La partecipazione è gratuita.
Le Langhe, destinazione straordinaria per assaporare profumi e sapori unici, paesaggi collinari incantati e grandi scrittori come Pavese, Fenoglio, Arpino e Lajolo.
“Così questo paese, dove non sono nato, ho creduto per molto tempo che fosse tutto il mondo. Adesso che il mondo l’ho visto davvero e so che è fatto di tanti piccoli paesi, non so se da ragazzo mi sbagliavo poi di molto. Uno gira per mare e per terra, come i giovanotti dei miei tempi andavano sulle feste dei paesi intorno, e ballavano, bevevano, si picchiavano, portavano a casa la bandiera e i pugni rotti. Si fa l’uva e la si vende a Canelli; si raccolgono i tartufi e si portano in Alba. C’è Nuto, il mio amico del Salto, che provvede di bigonce e di torchi tutta la valle fino a Camo. Che cosa vuol dire? Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via”. (Cesare Pavese).
Anche i quattro scrittori langaroli contemporanei, ideatori del tour letterario “Langhe di Carta”, descrivono, con colori e tonalità diverse, la magia di un territorio piemontese unico: Donato Bosca, Maurizio Rosso, Paolo F. Cuniberti, Romano Salvetti.
“Langhe di Carta” proseguirà il suo tour nelle biblioteche dello SBAM Sud Ovest dopo aver già toccato Pianezza, Fossano e altri Comuni piemontesi.
GLI AUTORI E I LIBRI ALLA BIBLIOTECA DI MONCALIERI
Donato Bosca
Donato Bosca, di Mango (CN) è stato il fondatore dell’Associazione Culturale Arvangia, e da anni si occupa di cultura contadina per conservare e diffondere il patrimonio di conoscenze del proprio territorio. Tra i suoi studi pubblicati per le edizioni Priuli & Verlucca ricordiamo Masca ghigna fàussa. Il mistero delle streghe piemontesi, sulle tradizioni popolari; Gente di Langa, Le Langhe raccontate attraverso i loro protagonisti, da Fenoglio a Gallizio; Eravamo tutti contadini. Soldati di Langa e Roero alla grande guerra 1915-1918.
Attualmente dirige il Centro Studi sul Paesaggio Culturale delle Langhe, nato per valorizzare il territorio dopo il riconoscimento Unesco attribuito ai paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato,
I Piemontesi invisibili
“I Piemontesi invisibili. Il caval donato degli emigranti” è un libro nato da un’interessante esperienza di ricerca a doppio binario (Stati Uniti e Piemonte) per dare un volto e un nome a tanti discendenti di nostri emigranti che vivono nel Nord America senza più legami con la madre patria dei loro antenati. I proventi del libro serviranno a finanziare il progetto “The Family Langhe”. La ricerca sui “Piemontesi invisibili” è nata grazie a persone e studiosi che hanno condiviso con l’autore entusiasmi e fatiche, mettendo a disposizione dati, documenti, memoriali e memorie per ricostruire storie e legami spesso perduti.
Paolo Ferruccio Cuniberti
Torinese, nato nel 1956 da famiglia originaria dell’albese (Govone), si è a lungo interessato di tradizioni popolari collaborando con saggi e articoli per alcune riviste culturali. Per l’editore Araba Fenice ha pubblicato nel 2013 la raccolta di saggi Orsi, spose e carnevali. Ha scritto e pubblicato per le edizioni EEE-book tre romanzi dedicati rispettivamente agli anni 70, Body and soul (2011); agli anni 80, Indagine su Anna (2012); e infine Un’altra estate (2013), ambientato negli anni 60, con cui conclude la trilogia dedicata all’evoluzione dei costumi e della società nel recente passato; il romanzo nel 2014 ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la segnalazione della Giuria del XXXIV Premio Saturnio – Città di Moncalieri. Cuniberti collabora con associazioni culturali e ambientaliste per lo sviluppo compatibile e di qualità dei territori UNESCO del Piemonte.
Un’altra estate
Il romanzo copre un arco di dieci anni, dal 1961 al 1970, raccontando attraverso i due protagonisti – un ragazzo e una ragazza, entrambi figli di contadini, uno nato al Nord, in una cascina nelle Langhe in Piemonte, l’altra in Sicilia in un feudo ai piedi delle Madonìe – lo spopolamento della campagna, la fine della civiltà contadina, l’emigrazione, l’inurbamento di massa nelle città industriali degli anni 60. La fine della loro infanzia è traumatica, segnata da lutti e prevaricazioni. Sia il ragazzo che la ragazza, con modalità diverse, dovranno abbandonare la loro terra e trasferirsi a Torino, la metropoli industriale che gravita intorno all’incombente Fiat, vivendo tutte le contraddizioni e i conflitti sociali e generazionali di quel periodo cruciale.
Maurizio Rosso
Nato ad Alba, lavora nell’azienda vinicola della sua famiglia. E’ giornalista pubblicista dal 1985. Ha pubblicato il saggio Piemontesi nel Far-west. Studi e testimonianze sulla emigrazione piemontese in California (ed. Gribaudo,1990) e Barolo: Personaggi e mito (ed Omega, 2000).
Nel 2006 ha pubblicato L’amante di Socrate (ed. Araba Fenice), romanzo ambientato nell’Antica Grecia. La prima edizione de Il castello dei Catari, pubblicato nel 1996, ha vinto il Premio del Presidente del “Cesare Pavese” nel 1997 a Santo Stefano Belbo. L’ultimo romanzo, La leggenda del cavaliere veloce, è stato finalista del Premio Reis Encreuse-Libro che cammina 2014.
La leggenda del cavaliere veloce
Rilettura in chiave moderna della leggenda di Aleramo, marchese realmente vissuto nel X secolo, nato a Sezzadio e allevato dai nobili del luogo. Il romanzo racconta la meravigliosa avventura – sconfinante nel mitologico – della cavalcata di Aleramo, che aveva ricevuto dall’Imperatore tedesco Ottone I la promessa di avere in feudo tutto il territorio che fosse riuscito a percorrere in tre giorni a cavallo. La leggenda vuole che quel territorio corrisponda a un’area grande tre volte la provincia di Cuneo, tra gli attuali Piemonte, Liguria e Lombardia e che per secoli commerci e storie ne abbiano conservato tracce di verità. Il libro racconta con palpitante senso d’avventura un mondo magico e misterioso attraverso gli occhi di un giovane cavaliere che voleva conquistare il mondo.
Romano Salvetti
Nato a Paroldo, nell’alta langa cebana. Appassionato di tradizioni popolari, quasi come un archeologo “scava” intorno al remoto passato della sua gente con rispetto, e in silenzio, nella consapevolezza che quanto accaduto nel passato è avvenuto per sempre. “Per esperienza diretta” – scrive – “i vecchi contadini di un tempo sapevano che all’inverno segue sempre la primavera, che il chicco di grano sepolto nel terreno è destinato a morire per poi rinascere sotto forma di nuova spiga e che il ritorno è la legge fondamentale che regola il cerchio dell’esistenza di ciascuno di noi, l’energia vitale del cosmo e l’idea di morte come momento conclusivo della vita”. Per l’editore Araba Fenice ha pubblicato i libri: Il cerchio magico (2004); Donne della medicina (2007); Le donne del Cardinale (2012)
Le donne del Cardinale
Ogni volta che Salvetti affronta una nuova fatica letteraria l’antico mondo del paganesimo torna come per incanto ad animarsi, emergendo dal remoto passato nel quale pare imprigionato. In questo terzo libro che dedica alle masche di Paroldo, l’opera di scavo nell’anima vivente dell’Alta Langa raggiunge uno strato ancora più profondo, attingendo agli albori dell’Età Moderna. “…quelle donne vissute nei due secoli del Rinascimento hanno sicuramente dato voce ad un mondo minore sull’Alta Langa e hanno compiuto una magia, nel senso letterale che hanno combattuto una natura avversa, difficile e pericolosa in una società che usciva dal Medioevo…”