Anche i cimiteri inseriti nei luoghi sensibili vicino ai quali il gioco non può esistere

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Cimitero-gioco-dazzardo Anche i cimiteri inseriti nei luoghi sensibili vicino ai quali il gioco non può esistereSembra una utopia, ma anche questo è successo nel mondo del gioco d’azzardo pubblico ed in quello dei casino online consigliati: i cimiteri sono stati inseriti nell’elenco dei luoghi sensibili nelle cui vicinanze, di conseguenze, il gioco non può essere presente! Questo è il continuo “lasciar fare agli Enti Locali” che sono arrivati veramente a questa “limitazione”. E questa è la conseguenza dell’assenza dello Stato laddove permette alle Amministrazioni comunali di sostituirsi a lui per avere poi la possibilità di continuare a dire “non è colpa nostra”.
È un tema che è stato più volte dibattuto in tavoli di lavoro quello degli Enti Locali e si sperava che in Conferenza Unificata qualcosa si potesse risolvere: ci si è invece incagliati in posizioni che ancora oggi non lasciano veri e propri spiragli aperti per arrivare a “quel fantomatico accordo” che dovrebbe porre fine all’agonia del gioco e dei suoi operatori. Quello che nel frattempo continua, ahimè, ad esistere sono le ordinanze restrittive, le prese di posizione dei vari Comuni da Nord a Sud della nostra Penisola ed un settore come quello del gioco che deve seguire tutte le prese di posizione che vengono “inventate” dai vari Enti Locali.
I risultati di questo? Sono un po’ sotto gli occhi di tutti: sta riprendendo fiato il gioco illecito, gestito generalmente dalla criminalità organizzata, intorno al quale gira un mercato come quello dello strozzinaggio o del “compro e vendo oro”. Mentre gli operatori leciti, che quindi pagano tasse, concessioni e tutti gli orpelli che all’Esecutivo saltano in mente, sostituiscono parchi macchinette, si mettono in regola con le nuove apparecchiature da intrattenimento, stanno alla finestra a vedere che “gli altri incassano e guadagnano”, senza ovviamente pagare alcunchè di tutto questo bailamme di tasse ed orpelli. E non è ovviamente un bel guardare.
Sembra di essere ritornati a più di una decina di anni orsono, quando nascevano attività di scommesse illegali e casino online senza licenza aams “alla luce del sole”, senza che lo Stato riuscisse a impedirlo ed esisteva un numero di negozi illeciti lungo le strade più frequentate, pari a quello delle sale legali. Quindi, tutto quello che oggi succede sembra quasi una clamorosa ipocrisia. Ed anche mal celata, sopratutto laddove è assolutamente chiaro e limpido che l’Esecutivo non può (ed anche non vuole) rinunciare al gettito fiscale che proviene dal mondo del gioco: in questi ultimi anni lo Stato, come già detto più volte, ha attinto dal “pozzo senza fondo” del settore ludico per “toppare” i buchi di bilancio mettendosi al riparo dal non continuare ad alzare le tasse ai cittadini.
Se lo Stato volesse veramente combattere il fenomeno del gioco dovrebbe fare come è stato fatto con il fumo e prima di tutto dovrebbe vietare del tutto la pubblicità. Ma la verità forse è che lo Stato non ha intenzione di combattere davvero questo fenomeno e, naturalmente, l’atteggiamento tenuto sino ad oggi non può dare motivo di ottimismo… anzi. Basti pensare che il divieto della pubblicità sul gioco in televisione non sta funzionando: sul digitale terrestre esiste addirittura un canale televisivo interamente dedicato al gioco e questa è la massima dimostrazione dell’ipocrisia della nostra politica.