Atresia polmonare: salvata neonata prematura di 1,5 Kg, al Regina Margherita

Posted On 25 Giu 2015

ospedale-regina-margheritaPer la prima volta una neonata di appena 1500 grammi, affetta da atresia polmonare a setto intatto (valvola polmonare completamente chiusa), è stato salvata con un trattamento totalmente percutaneo, non invasivo, nell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino.

Si tratta del neonato più piccolo al mondo trattato con questa tecnica all’avanguardia. Il trattamento è in genere chirurgico, nel neonato a termine di gravidanza. Solo nel 20% dei casi questa cardiopatia può essere trattata senza l’intervento del cardiochirurgo. Nel neonato pretermine, come in questo caso, le cose sono molto diverse. Infatti nel bimbo prematuro il trattamento chirurgico non è fattibile e il trattamento transcatetere ha un alto rischio, vista la piccolezza degli organi e l’immaturità dei tessuti. Sono stati riportati al mondo solo alcuni casi di bimbi prematuri con questa cardiopatia, ma mai nessuno con un peso così basso come quello della bimba.

La piccola, una gemellina di 33 settimane con diagnosi prenatale di atresia polmonare a setto intatto, è nata prematuramente. L’équipe di cardiologia (composta dalle dottoresse Agnoletti e Gaetana Ferraro) ha effettuato pochi giorni fa (tramite radiofrequenza) una perforazione transcatetere della valvola polmonare, che era completamente chiusa. Un filo che trasmette l’energia elettrica è stato portato, attraverso le vena femorale, sotto il piano valvolare chiuso. E’ stata erogata una piccola dose di energia, che ha permesso di perforare la valvola e poi di dilatarla, sino alla sua completa apertura. Il trattamento transcatetere, effettuato grazie alla miniaturizzazione degli strumenti in uso per il trattamento delle cardiopatie congenite, ha permesso di risolvere per via percutanea un problema molto grave, che a questo basso peso, non sarebbe potuto essere stato trattato con un approccio cardiochirurgico. Questi interventi al di fuori della pratica quotidiana, fatti in pazienti in condizioni “estreme”, sono possibili solo grazie alla stretta collaborazione delleéquipe di ostetricia, neonatologia, cardiologia e cardiochirurgia.

L’intervento è tecnicamente riuscito e ora la neonata sta meglio e si trova nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale. I suoi piccoli polmoni stanno imparando a respirare e lei potrà crescere normalmente, come la sua sorellina, che la sta aspettando nella neonatologia dell’ospedale Sant’Anna.

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