
Endocrinologi e chirurghi dell’ospedale Maria Vittoria di Torino si mobilitano per la salute di bambini e ragazzi bielorussi contaminati dall’incidente nucleare di Chernobyl, nell’ambito della campagna di solidarietà dell’Associazione Onlus Comitato Girotondo.
Giunto in Italia lo scorso 20 giugno, un gruppo di venti tra bambini e ragazzi di età compresa tra i 7 e i 12 anni, verrà valutato, a partire da venerdì 12 luglio, presso l’ambulatorio di chirurgia dell’ospedale per lo studio, la diagnosi e l’eventuale trattamento della patologia tiroidea, indotta dal danno radioattivo conseguente alla tragedia del 1986.
Questa attività clinica è la prima esperienza di questo tipo realizzata in Piemonte.
Il Comitato Girotondo che opera prevalentemente in Bielorussia e in Italia ne organizza l’accoglienza, per periodi di circa due mesi, con interprete, presso gruppi di famiglie italiane volontarie che se ne fanno totalmente carico.
“Pur essendo Chernobyl in Ucraina, le condizioni climatiche e la direzione del vento al momento dell’incidente hanno determinato una contaminazione grave soprattutto nella vicina Bielorussia – spiega il dottor Enrico Mazza, specialista di endocrinologia e malattie metaboliche del Maria Vittoria – Questi ragazzi traggono notevole beneficio da soggiorni in zone non contaminate: è stato infatti accertato che una permanenza di almeno 40 giorni, unita a un’alimentazione con cibi privi di radionuclidi, permette ai bambini di perdere dal 40 al 60% della radioattività assorbita, riducendo così il rischio di essere colpiti da tumori alla tiroide, leucemia, e altre patologie derivanti dalla contaminazione. In particolare il carcinoma tiroideo in età pediatrica è una patologia che è stata riscontrata in una frequenza non trascurabile nei ragazzi di quelle zone, mentre al di fuori di questa condizione è un evento del tutto eccezionale”.
A titolo di esempio, per il Cesio Ce137 assorbito nel corpo umano, il 10% viene espulso in 3 giorni mentre il restante 90% viene espulso in 110 giorni.
“Nell’ambito della nostra collaborazione medica attuiamo un programma di follow-up tiroideo dei bambini temporaneamente in Italia – precisa il dottor Francesco Quaglino, specialista di chirurgia generale dellospedale – con esecuzione diretta delle ecografie tiroidee, per la ricerca di eventuali formazioni nodulari, approfondimento diagnostico della patologia nodulare tiroidea, riscontrata mediante agobiopsia con guida ecografica per la valutazione citologica, e programmazione dell’intervento chirurgico laddove si riscontri l’insorgenza di una patologia neoplastica tiroidea”.
60 i bambini valutati dall’inizio della collaborazione a oggi (80 con il gruppo in arrivo) tutti sottoposti a ecografia tiroidea e tra i quali finora sono stati eseguiti cinque agoaspirati su noduli tiroidei riscontrati all’ecografia, ma fortunatamente senza indicazione all’intervento chirurgico.
Grazie al sostegno all’iniziativa della direzione generale Asl TO 2, della direzione sanitaria dell’ospedale Maria Vittoria e grazie alla collaborazione tra le strutture interessate del Maria Vittoria, gli specialisti possono svolgere questa attività, come volontariato, oltre l’orario di servizio, organizzata in modo da non incidere sul tempo di attesa degli altri pazienti in accesso agli ambulatori.
Per una migliore accoglienza dei bambini bielorussi, nelle fasce orarie dedicate, viene anche distaccata negli ambulatori un’infermiera di nazionalità russa, dell’equipe del pronto soccorso, affinché i piccoli si sentano più a loro agio in presenza di un sanitario che si esprime nella loro lingua.
Questo programma di screening viene svolto nell’ambito della legislazione sanitaria vigente, come ha deliberato la Regione Piemonte nel luglio 2012, formalizzando la possibilità di effettuare attività di questo tipo, anche in presenza di un significato essenzialmente preventivo e non di assistenza per problematiche cliniche estemporanee.
Ai sensi della delibera regionale infatti “ai minori stranieri soggiornanti per recupero psico-fisico in alcune regioni italiane e ospitati presso famiglie, enti o associazioni, nell’ambito di programmi solidaristici di accoglienza temporanea, deve essere garantita l’assistenza sanitaria per tutta la durata del soggiorno”, con conseguente inscrizione temporanea al nostro Servizio sanitario nazionale.
Espresso anche il riferimento all’accordo di Minsk del 2007, tra governo italiano e governo bielorusso, per garantire a questi ragazzi la possibilità di effettuare in Italia programmi di screening, finalizzati alla prevenzione dei rischi conseguenti all’esposizione ai radionuclidi provenienti dall’incidente della centrale nucleare di Chernobyl.