Breve commento a una notizia clamorosa. Aspettando le motivazioni e la vera fine della storia

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Logo-Fuori-Udienza-300x131 Breve commento a una notizia clamorosa. Aspettando le motivazioni e la vera fine della storiaI giudici del TAR avevano promesso a se stessi di evitare clamori mediatici, e a tale scopo hanno evitato di dar pubblica lettura del dispositivo con il quale hanno annullato le elezioni regionali del 2010. Considerando che il dispositivo stesso non reca ancora le motivazioni – che saranno depositate poi -, la giornata giornalistica è rimasta appesa al filo di una notizia breve e dei commenti raccolti qua e là, senza il potente fattore aggregante – volutamente evitato, come abbiamo detto – della lettura in aula della decisione.

Ricordata già ieri la lunga strada che in tre anni e mezzo ha portato a questa decisione, attraverso la giustizia civile, penale e amministrativa, a questo punto il cronista si dovrebbe fermare in attesa della motivazione stessa, con la rassicurante consapevolezza di aver già detto tutto quel che sinora si poteva dire. Invece, non potendoci limitare a salutare ed aggiornare in tal modo i lettori, crediamo opportuno cogliere l’occasione per ricordare che neanche questa volta la storia è finita per davvero.

La decisione resa oggi dal TAR del Piemonte, infatti, è ancora impugnabile davanti al Consiglio di Stato. Naturalmente i legali di Cota hanno già annunciato che così sarà; e non c’è da stupirsene, dal momento che Cota stesso ha definito la sentenza «un golpe». I titoli di oggi hanno senz’altro parlato di elezioni da rifare; ma questo in realtà ancora non si può dire. Certo, apparirebbe assai clamoroso che i supremi giudici amministrativi rovesciassero un’altra volta un verdetto atteso da quasi quattro anni; ma nulla si po’ escludere, in una storia che già nell’ottobre del 2010 aveva fatto cantare vittoria a uno schieramento – nell’occasione, il partito di Cota – allorquando il Consiglio di Stato stesso bloccò il riconteggio delle schede elettorali…

Tanto dovevamo oggi ai nostri lettori, al termine di una giornata segnata dall’insolito caso di una notizia molto clamorosa ma anche molto sintetica. Che in un modo o nell’altro – noblesse oblige – andava commentata per forza. Nella speranza che i colpi di coda, stavolta, siano finiti per davvero.

Roberto Codebò