Il calcioscommesse sta mettendo sottosopra il mondo del pallone ed ora, anche Gigi Buffon è stato tirato in mezzo alla questione. In primo luogo è da sottolineare che il portiere della Nazionale non risulti essere iscritto nel registro degli indagati. Il fatto che sta tenendo banco è legato ad un giro di assegni che Buffon avrebbe “staccato” tra il gennaio e il settembre del 2010: 1,5 milioni di euro in 8 mesi, tutti a favore di una tabaccheria di Parma, intestata a Massimo Alfieri, regolarmente abilitata alle scommesse sportive. Il fatto è stato reso noto dall’informativa della polizia tributaria datata 2011, acquisita dalla Procura di Cremona, messa in atto a causa di movimenti bancari spospetti provenienti dal un conto corrente intestato allo stesso Buffon. Come detto, Buffon non è dunque indagato, ma la questione delle “giocate” potrebbe significare reato a causa del divieto di scommessa per i tesserati. Le reazioni alla notizia sono state diverse. Il diretto interessato non si è ancora espresso pubblicamente, ma per lui ha parlato il legale Marco Valerio Corini, a Radio Manà Sport: “Gigi non ha avuto un tipo di azione violenta, l’ho sentito veramente amareggiato perché si è sentito cadere in una sorta di imboscata dettata dal fatto che lui abbia detto con chiarezza il suo pensiero”. Anche il presidente Agnelli non ha atteso a lungo per prendere posizione: “Singolare che questa informativa esca proprio ora”. Dunque, l’idea che le parole di lunedì del numero uno della Nazionale, sul blitz di Coverciano, abbiano lasciato il segno, è più che presente negli ambienti juventini.