“Conterà moltissimo lo spirito con cui i ‘commensali’ parteciperanno”. Così Demetrio Albertini, vicepresidente federale si è espresso ieri sul tavolo della pace che questa mattina è iniziato a Roma presso la sede del Coni. Partecipano i vertici del calcio ‘che conta’ e coloro che nel 2006 c’erano e che invece ci sono oggi: il padrone di casa è il presidente Petrucci che ha concesso che allo stesso tavolo chiaccherino interlecutori come Moratti, Agnelli e Galliani. Quest’ultimo ieri ha dichiarato: “Ogni cosa ha un inizio, un percorso e una fine. Io spero che le vicende di Calciopoli abbiano una fine perché insomma sono passati ormai cinque anni e mezzo e tutto ad un certo momento va chiuso, speriamo. Non so quale sarà il mio contributo, sono un invitato e non sta a me dirlo”. Anche il presidente federale Giancarlo Abete ne ha parlato ieri mattina: “Andremo al tavolo con grande serenità, sapendo perfettamente che la Federazione ha una dimensione di terzietà assoluta rispetto ai tanti interessi legittimi e alle tante faziosità fisiologiche del mondo del calcio, e che per cultura istituzionale e anche perché ritiene che questo sia giusto nell’interesse di tutti come ho ricordato non si farà strattonare. Sarà molto disponibile ma naturalmente nessuno può svolgere delle pressioni che determinino delle forzature rispetto ad uno scenario che è uno scenario di approfondimento a cui ci appresteremo con grande attenzione”. Non crede nell’effettiva utilità di questa iniziativa, l’ex predidente bianconero Giovanni Cobolli Gigli: “Rimango scettico sul fatto che esca qualcosa di costruttivo da questo tavolo. Sono troppo divergenti le posizioni dei contendenti. L’Inter e Moratti sono bloccati su posizioni di resistenza ben marcata, anche se qualcosa è successo senza che sia accaduto negli atti sportivi. La Juventus e Andrea Agnelli rivendicano la tutela del club bianconero, perciò con queste posizioni di partenza è estremamente difficile riuscire a trovare una pacificazione. Non penso che il Tavolo della Pace possa cambiare nulla, anche perché Calciopoli non cambierà mai nella testa degli juventini e di Andrea Agnelli, che sentono di aver subito un trattamento non paritario rispetto a quello interista che nel tempo si è potuta avvalere della prescrizione”. Di avviso diverso è Petrucci che, tuttavia, non esclude imprevisti: “Certo che ci sono, sarei un fanatico se pensassi il contrario. Ma intanto è un risultato positivo ritrovarci tutti qui, al servizio del calcio. Poi, porteremo le nostre proposte al governo”. Intanto già ieri sera il presidente del Coni e il presidente federale Abete hanno incontrato il ministro del Turismo e dello Sport Piero Gnudi, per aggiornarlo sugli sviluppi dell’incontro fissato per oggi e sulle necessità di modifiche legislative, alcune delle quali già da tempo al vaglio del parlamento.
Calciopoli: al via il tavolo della pace al Coni, Milan e Inter vogliono ‘chiudere’
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Calciopoli: al via il tavolo della pace al Coni, Milan e Inter vogliono ‘chiudere’