
“Impressionisti, tra sogno e colore”, al Mastio della Cittadella (via Cernaia angolo corso Galileo Ferraris, aperta al pubblico fino al 4 giugno) è una mostra che non si propone come un insieme di dipinti allineati l’uno accanto all’altro, bensì come un insieme di opere organico, che intende documentare l’irrompere della rivoluzione impressionista a Parigi, attraverso un arco temporale compreso tra il 1850 e il 1915.
Il progetto espositivo intende evidenziare i grandi cambiamenti della società dell’epoca, con l’avvento della grande industrializzazione, la nascita della fotografia, del cinema, dell’elettricità, del telefono e dei primi voli aerei, esaltati e proposti nelle grandi esposizioni internazionali parigine.
Tutte queste novità contribuirono a cambiare la società e, di conseguenza, anche il mondo dell’arte.
Il percorso si avvale di un nucleo di oltre 300 opere, che documentano, con dipinti, disegni, acquerelli, sculture, ceramiche e incisioni, gli artisti che parteciparono alle otto mostre ufficiali “impressioniste”, con una particolare attenzione a tutte le tecniche da loro sperimentate e utilizzate.
A queste opere si aggiungono materiali documentali, quali lettere, fotografie, libri, abiti e oggetti, in modo da dare ai visitatori uno spaccato della società, al tempo della nascita e affermazione del movimento impressionista.
La mostra è a cura di Gilles Chazal, già Direttore del Museo del Petit Palais di Parigi e membro dell’Ecole du Louvre e Vincenzo Sanfo, curatore e studioso dell’Impressionismo.Inoltre si avvale di un comitato scientifico, composto tra gli altri da Maïthé Vallès-Bled – già direttrice del Museo di Chartres e del Museo Paul Valéry – Alain Tapié – direttore Collection Peintres en Normandie, Patrick Faucher e Vittorio Sgarbi , critico e storico dell’Arte.
Il percorso espositivo parte dagli artisti aderenti al movimento dell’École de Barbizon, che furono i germi ispiratori dei giovani impressionisti, per passare poi ai partecipanti alle otto mostre ufficiali impressioniste, tra le quali quella storica del 1874 realizzata nello studio del fotografo Nadar, che rappresentò l’ingresso ufficiale del movimento nel mondo dell’arte.
Trovano quindi posto nella mostra le opere di grandi protagonisti quali Monet, Degas, Manet, Renoir, Cezanne, Gauguin, Pissarro, accanto ai grandi comprimari come Bracquemond, Guillaumin, Forain, Desboutin, Lepic e tutti gli altri artisti che con loro hanno condiviso l’avventura di un nuovo modo di fare arte.
Aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle ore 19,30. Sabato, domenica e festivi dalle ore 9,30 alle ore 20,30. Ultimo ingresso trenta minuti prima della chiusura.
Info su costi e ingressi sul sito dedicato.